Argentina, respinte tutte le accuse di Nisman. Tribunale salva Kirchner

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Febbraio 2015 1:52 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2015 22:03
Argentina, respinte tutte le accuse di Nissman. Tribunale salva Kirchner

Argentina, respinte tutte le accuse di Nissman. Tribunale salva Kirchner

BUENOS AIRES – Nuovo capitolo, a sorpresa, nella vicenda di Alberto Nisman, il pm argentino trovato morto lo scorso 18 gennaio: un giudice federale ha respinto la richiesta di incriminazione della presidente Cristina Fernandez de Kirchner, accusata di aver “insabbiato” l’inchiesta sulla strage antiebraica del 1994 attribuita ai servizi iraniani. Un’accusa, questa, formulata dal pm Gerardo Pollicita sulla scia di quanto trovato nel “dossier Nisman”.

Il giudice, Daniel Refecas, ha in sostanza rigettato la richiesta fatta qualche giorno fa da Pollicita, che aveva preso in mano, rilanciandola senza tentennamenti, la denuncia fatta da Nisman contro la “presidenta” e altri funzionari peronisti.

Nel suo dossier, che avrebbe dovuto presentare in Parlamento qualche ora dopo essere trovato morto, Nisman accusava la Kirchner di aver cercato di insabbiare la “pista iraniana” nell’inchiesta sull’attentato del 1994 all’associazione mutualistica degli ebrei argentini Amia, costato la vita a 85 persone.

Oltre a definire “allarmante” nonché “grave” l’accusa rivolta alla capo dello Stato, Refecas sostiene che l’accusa sia in sostanza il frutto di un “salto d’immaginazione”. Non c’è, taglia corto Refecas, “un solo elemento di prova, neppure indiziario”. L’accusa di Nisman, fa notare il giudice, è allega fra l’altro ritagli di giornali e anche le registrazioni di tre telefonate nelle quali la presidente appare citata solo in modo del tutto indiretto.

Refecas ritiene inoltre che quanto fatto in questi anni dalla presidente sia anzi “coerente con la ricerca della verità e la giustizia” sulla strage all’Amia: quindi l’opposto della tesi di Nisman che la Casa Rosada avrebbe “insabbiato”, il cui impianto accusatorio è stato di fatto ribaltato dal giudice. La decisione di Refecas ha sorpreso gli ambienti giudiziari argentini e i media. I quali sottolineano come ora il dispositivo – che consta di una cinquantina di pagine – possa ora essere oggetto di un ricorso in appello presso la Camera Federale. E che sarà proprio l’istanza d’appello a decidere del destino della denuncia.

Sul fronte politico, la decisione di Refecas arriva qualche giorno dopo una imponente “marcia del silenzio” organizzata dai colleghi di Nisman a Buenos Aires, nella quale tanti argentini – secondo alcune fonti 400 mila – sono scesi per strada per chiedere “verità e giustizia” sulla morte del pm e sui tanti misteri di una vicenda che ha scosso in profondità il Paese.