Armi chimiche siriane verso l’Italia. In quale porto? No da Brindisi e Cagliari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 gennaio 2014 20:23 | Ultimo aggiornamento: 8 gennaio 2014 20:24
Armi chimiche siriane verso l'Italia. In quale porto? No da Brindisi e Cagliari

Il mercantile danese Ark Futura (Foto Lapresse)

ROMA – Le armi chimiche siriane approderanno ad un porto italiano, per essere poi trasferite alla nave ausiliaria della Marina statunitense Cape Ray, dotata di un sofisticato sistema per la dissoluzione delle sostanze chimiche. Ma quale porto? Brindisi e Caglliari non le vogliono. Bruxelles vuole che sia un porto civile e non militare. E le opzioni che restano non sono molte.

Martedì 7 gennaio il primo carico di armi chimiche siriane ha lasciato il porto di Latakia a bordo di una nave danese, scortata, per sicurezza, da navi provenienti da Cina, Danimarca, Norvegia e Russia.Il mercantile danese Ark Futura dovrà poi imbarcare anche gli altri carichi di armi. Poi le darà il cambio il cargo norvegese Taiko. La distruzione avverrà in due tranche: la prima entro il 31 marzo, a bordo della Cape Ray, la seconda entro il 30 giugno in un impianto di incenerimento in Gran Bretagna.

Il contributo italiano è limitato ad una banchina di un porto. Ma pare difficile anche fare questo. In un primo tempo si era pensato alle basi militari di Taranto e di Augusta, in cui la presenza della Marina avrebbe reso l’operazione più sicura. Ma fonti europee avevano chiesto che fosse un porto civile. Quindi si opterebbe per Cagliari o Brindisi, che però non vogliono. Secondo la Bbc l’operazione avverrà nel Mar Mediterraneo, nelle acque internazionali al largo della Libia.