Ashya King: Gran Bretagna vuole ritirare mandato di cattura contro i genitori

Pubblicato il 2 settembre 2014 17:57 | Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2014 17:57
Ashya King: Gran Bretagna vuole ritirare mandato di cattura contro i genitori

Ashya King con sua madre Naghemeh King (facebook)

LONDRA – Presto saranno liberi Brett e Naghemeh King, i genitori del piccolo Ashya King, arrestati in Spagna perché avevano portato via senza il consenso dei medici il loro figlio dal Southampton General Hospital. Ashya, 5 anni, ha un tumore al cervello ed è stato portato da mamma e papà a Malaga, dove ci sono i macchinari per la terapia protonica, considerata la più avanzata radioterapia contro certi tipi di tumore.

A Malaga Brett e Naghemeh King sono stati arrestati in esecuzione di un mandato di cattura internazionale che ora il Crown Prosecution Service, la procura generale britannica, sta cercando di ritirare. Lo ha annunciato la Bbc, secondo cui ciò potrebbe portare in tempi rapidi alla scarcerazione dei due in custodia a Madrid.

Il comandante della Hampshire Police, Andy Marsh, che aveva lanciato la caccia internazionale a Brett e Naghemeh King, ha detto che Ashya “ha bisogno di assistenza medica e dei genitori al suo fianco”, sottolineando che la situazione attuale non è giusta. Intanto, sempre secondo la Bbc, anche le autorità spagnole stanno valutando il rilascio dei due genitori per permettere loro di raggiungere il figlio in ospedale a Malaga.

Ashya intanto è in buone condizioni ed è stabile nel reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale infantile di Malaga, sotto custodia giudiziaria. Il bambino ha ricevuto ieri e oggi la visita del fratello maggiore Dani, di 22 anni, il primogenito dei sette figli di Brett e Nagemeh King, che si sta occupando dei fratelli. “I miei genitori non sono sequestratori, vogliono solo il meglio per nostro fratello Ashya, con un trattamento alternativo a quello che stava ricevendo a Londra”, ha ribadito Dani King al quotidiano il Sur Digital. Il giovane ha confermato che il padre e la madre avevano portato la famiglia in Spagna per vendere una proprietà a Marbella e pagare, con il ricavato, cure alternative alla radioterapia e alla chemioterapia per il piccolo Ashya, nella Repubblica Ceca.

Fonti dell’ospedale di Malaga, dove da sabato il bambino è ricoverato, confermano di aver inviato oggi un’informativa sulle condizioni del bimbo al magistrato dell’Audiencia Nacional che giovedì dovrà decidere sull’estradizione o sull’eventuale liberazione dei coniugi King. “Sono genitori di altri sei figli e li amano profondamente”, ha detto il loro avvocato difensore, Fernandez Diaz. In dichiarazioni ai media, il legale ha aggiunto che i suoi clienti “sono esasperati dalla situazione” e stanno valutando di querelare per ingiurie e calunnie l’ospedale di Southampton.

Intanto il premier Cameron, che ieri si era detto solidale con i coniugi King, lanciato un appello perché “prevalga il buon senso” e Ashya torni insieme ai suoi: “Come tutti in questo Paese, voglio vedere questo povero bambino tornare con i suoi genitori. Le sue fotografie mi fanno ricordare il mio giovane ragazzo gravemente malato, Ivan”, ha aggiunto il premier, ricordando la tragedia personale vissuta nella perdita del figlio di 6 anni affetto da paralisi celebrale.