“Aspiranti jihadisti Isis su navi da crociera”: l’allarme dell’Interpol

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 novembre 2014 0:02 | Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2014 23:30
"Aspiranti jihadisti Isis su navi da crociera": l'allarme dell'Interpol

“Aspiranti jihadisti Isis su navi da crociera”: l’allarme dell’Interpol

NEW YORK – Stanno facendo incetta di biglietti di navi da crociera dirette in Turchia per poter di lì raggiungere i militanti dell’Isis in Siria e in Iraq. Sono gli aspiranti jihadisti, che vogliono arrivare nei territori di guerra per combattere con i fanatici dell’Isis. E’ l’allarme lanciato dal numero uno dell’Interopol, l’americano Ronald Noble, intervistato dalla Associated Press. Noble non si sbilancia sul numero di persone coinvolte, ma lancia un appello ai Paesi e alle compagnie di navigazione interessate a rafforzare i controlli.

Il fenomeno – spiega il capo dell’Interpol intervenuto all’assemblea annuale dell’organizzazione delle forze dell’ordine internazionali – è legato al fatto che oramai i controlli negli aeroporti sono difficili da superare per i cosiddetti ‘foreign fighter’ che vogliono aggregarsi alle forze del califfo al Baghdadi. Soprattutto in seguito alla stretta messa in atto dalle autorità turche, anche con un aumento massiccio dei controlli nelle stazioni dei bus.

Ecco allora che gli aspiranti jihadisti studiano piani di viaggio alternativi: “Siccome sanno che gli aeroporti sono oramai rigidamente controllati, scelgono sempre più altri mezzi, come le navi da crociera”, spiega Noble, sottolineando come oramai ci siano “prove concrete che persone sospette, soprattutto in Europa, stanno viaggiando su questo tipo di navi, avendo principalmente come meta la città di Izmit e altri porti della Turchia”, da cui le zone dei combattimenti sono abbastanza facili da raggiungere.

Il fenomeno viene definito come “relativamente recente”, cresciuto negli ultimi tre mesi. “Normalmente – prosegue il capo dell’Interpol – le nostre preoccupazioni per quel che riguarda le navi da crociera sono legate alla possibile presenza di persone pericolose come stupratori, ladri o violenti criminali. Ma gli ultimi dati raccolti ci dicono che ci sono sempre più indicazioni di persone che stanno usando le navi turistiche come trampolino di lancio per la Siria e l’Iraq, per le zone del conflitto con l’Isis”. Tra l’altro, spiegano ancora gli esperti dell’Interpol, le navi da crociera facilitano più di altri mezzi di trasporto gli aspiranti jihadisti, che ad ogni tappa possono scendere in porti solitamente non particolarmente controllati e facilmente dileguarsi facendo perdere le proprie tracce. Pierre St. Hilaire, direttore della sezione antiterrorismo dell’Interpol, ha sottolineato come quella dei ‘foreign fighter’ rappresenti “una minaccia globale”, parlando di “almeno 15 mila individui provenienti da 81 Paesi che viaggiano verso una specifica zona di guerra. Anche 300 dalla Cina”, ha aggiunto.

Per questo servono sempre più controlli ma anche molta più cooperazione tra le autorità dei vari stati, con un maggiore scambio di informazioni tra le varie agenzie di sicurezza ed intelligence nazionali.