Attentati a Mumbai: la mente era una spia Usa inviata in Pakistan nonostante i noti legami con l’estremismo

Pubblicato il 8 Novembre 2010 10:44 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2010 11:05

Il terrorista ritenuto uno dei cervelli degli attentati di Mumbai non è un kamikaze qualsiasi, ma risponde al nome di David C. Headley, passaporto americano, inviato in Pakistan come informatore dalle autorità americane nel 2001 nonostante fossero già a conoscenza delle sue simpatie per l’estremismo islamico.

E’ la conclusione a cui è arrivato il New York Times citando i verbali dell’inchiesta a carico dell’uomo, che ha ammesso di aver partecipato all’organizzazione degli attentati di Mumbai del novembre 2008, che hanno provocato 166 morti. Appena arrivato in Pakistan, scrive il Nyt, Headley, con un passato da trafficante di eroina e informatore, iniziò il suo addestramento con i terroristi. Secondo il Nyt, Headley aveva cominciato a collaborare con le agenzie federali come informatore sul fronte del traffico di droga negli Usa dal 1987 al 1998. Due mesi dopo l’11 settembre 2001, in novembre, una corte federale gli garantì una sorta di impunità giudiziaria sui reati commessi in precedenza, per consentirgli di andare in Pakistan per conto della Drug Enforcement Administration (Dea), l’antidroga statunitense.

Meno di un mese prima però, nell’ottobre 2001, una donna aveva denunciato al Fbi che Headley era collegato agli estremisti pachistani. Secondo alcune fonti, l’uomo, che oggi ha 50 anni, ha collaborato con le autorità Usa almeno fino al 2003. “Tutto quello che so è che la Dea lo voleva in Pakistan il più presto possibile perché dicevano di essere vicini a compiere importanti operazioni”, ha detto un responsabile della corte. Oggi, grazie alla sua collaborazione, rischia l’ergastolo – è stato arrestato a Chicago lo scorso anno – invece che la pena di morte.