Attentati Parigi, Hasna intercettata giorno prima: voleva…

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Novembre 2015 0:35 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2015 0:37
Attentati Parigi, allerta 007 su Hasna il giorno prima

Attentati Parigi, allerta 007 su Hasna il giorno prima

PARIGI – Alla vigilia degli attentati terroristici di venerdì 13 novembre a Parigi i servizi esterni dell’intelligence francese avrebbero lanciato un’allerta ai colleghi della sicurezza interna sulla volontà di Hasna Ait Boulhacen, la cugina di Adbelhamid Abaaoud, di perpetrare un attentato in Francia. A rivelare l’informazione al Petit Journal di Canal Plus è il giornalista Azzedine Ahmed-Chaouch.

Hasna era la giovane di 26 anni, uccisa nel blitz della polizia a Saint-Denis, quello in cui è morto anche suo cugino, Abdelhamid Abaaoud, considerato la “mente” degli attentati parigini. Hasha era oggetto di intercettazioni, ed è proprio grazie a queste che gli inquirenti sono riusciti ad individuarla e a condurre l’operazione. Per il giornalista Ahmed-Chaouch i servizi della Dgse (la direzione generale della sicurezza esterna) avrebbero intercettato, il 12 novembre, il giorno prima degli attacchi allo Stade de France e nel centro di Parigi, una chiamata di Hasna verso la Siria, “probabilmente a un jihadista”.

Nel corso della conversazione telefonica, prosegue il giornalista, la donna avrebbe espresso “la volontà di perpetrare un attentato in Francia”. Sempre secondo Azzedine Ahmed-Chaouch l’informazione è stata subito trasmessa dalla Dgse ai colleghi dell’intelligence interna (Dgsi) per valutare il reale livello della minaccia. Rappresentanti dei due servizi di intelligence (interna ed esterna) si sarebbero anche dati appuntamento per fare il punto della situazione. Ma troppo tardi. La riunione venne infatti fissata per lunedì 16 novembre, tre giorni dopo i massacri.

Il giornalista afferma infine che il ministero dell’Interno avrebbe confermato l’informazione. A complicare il lavoro degli 007 sarebbe stato anche un errore di battitura. Nella sua comunicazione ai servizi interni la Dgse avrebbe infatti scritto Hasma al posto di Hasna. In Francia – spiegano fonti governative citate dall’Express – i casi di donne che invocano la jihad sono numerosi. E anche questo avrebbe contribuito a minimizzare le parole della donna.