Attentato al Cairo: esplosione vicino cattedrale San Marco, 24 morti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 dicembre 2016 10:48 | Ultimo aggiornamento: 12 dicembre 2016 21:21
Attentato al Cairo: esplosione vicino cattedrale San Marco, almeno 20 morti

Attentato al Cairo: esplosione vicino cattedrale San Marco, almeno 20 morti

IL CAIRO – È di 24 morti e 35 feriti il bilancio dell’esplosione avvenuta domenica mattina al Cairo vicino alla cattedrale copta di San Marco nel quartiere Al Abasiya. Lo riferiscono fonti della sicurezza egiziana. Al momento non c’è stata alcuna rivendicazione.

Gli agenti di polizia hanno creato un cordone di sicurezza intorno alla zona e che diverse ambulanze si sono arrivate sul posto. Venerdì, in due esplosioni, una al Cairo e un’altra a nord della Capitale, avevano perso la vita sei agenti di polizia e altri sei erano rimasti feriti. L’attacco di oggi presenta le caratteristiche degli attentati messi a segno dai militanti islamici che combattono il governo di al Sisi.

L’esplosione è avvenuta intorno alle 10, durante la messa, nella piccola chiesa di San Pietro e Paolo, che si trova nello stesso complesso della cattedrale, ha detto al sito Al Ahram il portavoce della chiesa, Paul Halim.
La maggior parte delle vittime sono donne e bambini, poiché la deflagrazione è avvenuta nella sezione dove si trovano i banchi occupati dalle fedeli. Le forze di sicurezza hanno setacciato l’area dopo aver chiuso l’accesso alle principali strade attorno alla cattedrale di San Marco, sede della residenza del papa copto Tawadros II, che non ha subito danni. Secondo fonti della sicurezza, citate dall’agenzia ufficiale Mena, lo scoppio è stato causato da un ordigno esplosivo con 12 kg di Tnt, posto all’interno di una borsa. Ancora da chiarire se azionato a distanza o da un kamikaze. Le indagini si stanno indirizzando verso i gruppi affiliati allo Stato islamico operativi nella penisola del Sinai. Davanti alla chiesa, dopo l’attentato, si è radunata una folla per protestare contro le insufficienti misure di sicurezza, mentre il presidente Abdel Fatah al Sisi ha indetto tre giorni di lutto nazionale.
Secondo gli analisti, l’attacco è una risposta alla condanna a morte, da parte della Corte di cassazione, del jihadista Adel Habarah, accusato del secondo massacro di Rafah dell’agosto del 2013 in cui morirono 25 agenti di polizia. Condanna per l’episodio e solidarietà ai copti è arrivata da papa Francesco, ma anche dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, dal gran muftì d’Egitto, Shawqi Allam, e dal grande imam della moschea di Al Azhar de Il Cairo, Ahmed el Tayyeb, quest’ultimo massima autorità di tutto l’islam sunnita.
L’attentato di ieri arriva nel giorno in cui i musulmani celebrano il Mawlid al Nabi, l’anniversario della nascita di Maometto, e l’aver colpito proprio in questa festività ha un grande valore simbolico: i copti rappresentano circa il 10% della popolazione egiziana, almeno 8 milioni di fedeli, la più grande minoranza cristiana del mondo arabo, unica chiesa autoctona dell’Africa insieme a quella di Etiopia e d’Eritrea. Una storia millenaria, con il termine copto che nell’antica lingua egizia significa proprio egiziano, da sempre accompagnata anche in epoca moderna da attacchi in particolare nei luoghi di culto, circa una quarantina negli ultimi tre anni.