Attentato a israeliani in Bulgaria: fu Hezbollah. Usa: “Rischio per il mondo”

Pubblicato il 5 Febbraio 2013 17:33 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2013 20:36
Attentato a israeliani in Bulgaria, fu Hezbollah. Gli Usa: "Minaccia per il mondo"

Il leader di Hezbollah, Nasrallah (Foto Lapresse)

BEIRUT – C’è Hezbollah dietro l‘attentato terroristico costato la vita a cinque turisti israeliani a bordo di un pullman in Bulgaria lo scorso 18 luglio a Burgas, sul Mar Nero.

Due persone con passaporto canadese e australiano legate al gruppo fondamentalista sciita libanese sono state fermate in Bulgaria. ”Abbiamo informazioni su finanziamenti e stretti collegamenti fra Hezbollah e i due, compreso l’autore dell’attentato”, ha spiegato il ministro dell’interno bulgaro Tsvetan Tsvetanov al termine di una riunione del consiglio per la sicurezza nazionale. I due, ha aggiunto Tsvetanov, avevano passaporti uno del Canada e l’altro dell’Australia, e vivevano ”in Libano uno dal 2006 e l’altro dal 2010”.

Dopo queste rivelazioni il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è rivolto all’Unione Europea, invitandola a “vedere la vera natura di Hezbollah”. ”I risultati delle indagini in Bulgaria sono chiari: gli Hezbollah sono direttamente responsabili degli orrori di Burgas. C’è un solo Hezbollah, è una organizzazione unica, con una leadership unica. L’inchiesta rappresenta una ulteriore conferma di quanto già sapevamo: che gli Hezbollah e i suoi ‘sponsor’ in Iran conducono una campagna terroristica mondiale, che varca confini e continenti. Noi speriamo che gli europei traggano le conclusioni necessarie circa il vero carattere degli Hezbollah”.

Dal Libano il premier Najib Miqati, del cui governo fa anche parte Hezbollah, ha fatto sapere che Beirut è pronta a collaborare con le autorità bulgare per far luce sull’attentato dello scorso luglio.  ”Il Libano condanna ogni tipo di attacco che colpisce i Paesi arabi o qualsiasi altro Paese”. Miqati ha aggiunto che ”il Paese intende mantenere i rapporti cordiali e di amicizia con la Bulgaria”.

Gli Stati Uniti hanno lodato la Bulgaria per le indagini sul ”barbaro attentato” a Burgas, e hanno sottolineato che Hezbollah è “un gruppo terrorista” che ”rappresenta un reale e rischio non solo per l’Europa ma per il resto del mondo”, ha detto John Brennan, consigliere della Casa Bianca per l’antiterrorismo.

“Il movimento Hezbollah conduce attività pericolose e destabilizzanti, dagli attacchi ai turisti in Paesi stranieri al sostegno attivo del suo leader Nasrallah, alla violenta campagna di al-Assad contro il popolo siriano”, ha detto la Casa Bianca aggiungendo: ”Chiediamo ai nostri partner europei di intervenire in modo attivo per scoprire le infrastrutture di Hezbollah e eliminare sistemi di finanziamento del gruppo… al fine di prevenire futuri attacchi”.

Bruxelles da parte sua ha fatto sapere che “i Paesi membri discuteranno la risposta appropriata sulla base di tutti gli elementi identificati dagli investigatori”. L’Ue, per bocca dell’Alto rappresentante per gli esteri, Catherine Ashton, si è complimentata con le autorità bulgare. “L’Alto rappresentante condanna tutti gli atti terroristici, ovunque abbiano luogo, e sottolinea che l’Unione europea e gli Stati membri sono impegnati a combattere il terrorismo, chiunque vi sia dietro”. ”I terroristi che hanno pianificato e compiuto l’attacco di Burgas devono essere portati davanti alla giustizia”, ha detto Ashto.

Alla luce dei risultati dell’indagine, l’Europol sta valutando ”l’impatto dell’incidente sulla minaccia del terrorismo internazionale nell’Ue”. Si legge in una nota dell’agenzia Ue di contrasto al crimine e al terrorismo, che ha partecipato anche con i propri tecnici alle indagini, supportando le autorita’ bulgare. Esperti di Europol, all’indomani dell’attentato, avevano evidenziato come non si trattasse di un attacco suicida, ma piuttosto un ordigno fatto esplodere da lontano, suggerendo cosi’ come i responsabili dell’attacco in realta’ fossero piu’ di uno. Inoltre varie analisi tecniche su alcuni documenti contraffatti hanno diretto le indagini verso il Libano, momento questo di vera svolta nell’indagine.