Attentato maratona di Boston, Tsarnaev colpevole: rischia la pena di morte

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Aprile 2015 22:18 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2015 22:18
Attentato maratona di Boston, Tsarnaev è colpevole

Dzhokar Tsarnaev al momento della cattura

NEW YORK  –  Dzhokhar Tsarnaev, 21 anni, è colpevole e rischia la pena di morte. La giuria chiamata ad esprimersi sullattentato alla maratona di Boston dell’aprile del 2013 non ha concesso attenuanti al giovane ceceno emigrato negli Stati Uniti.

I giurati hanno riconosciuto Tsarnaev colpevole di tutti i 30 capi d’accusa sollevati contro di lui, 17 dei quali prevedono la pena capitale. Per decidere il suo destino sarà ora necessario avviare un nuovo procedimento legale, ma è chiaro sin da ora che nella migliore delle ipotesi trascorrerà il resto della sua vita dietro le sbarre di una prigione. Nella peggiore finirà davanti al boia.    

 

Del resto lui stesso si era dichiarato colpevole, all’inizio del processo, attraverso il suo avvocato, Judy Clarke. Una decisione presa proprio per cercare di evitare la pena di morte, considerato che le prove erano comunque schiaccianti. La strategia della difesa mirava semmai a dimostrare che Dzhokhar, che nel 2013 aveva 19 anni, fosse succube del fratello Tamerlan, di 26 anni, vera “mente” dell’attentato, ucciso poi in uno scontro a fuoco con la polizia quattro giorni dopo quel fatale 15 aprile.

Il dibattimento è andato avanti per poco più di un mese, periodo durante il quale la difesa ha chiamato al banco dei testimoni solo quattro persone, mentre l’accusa ne ha presentate 92. Il susseguirsi delle udienze è stato caratterizzato da momenti di alta emotività, soprattutto quando in aula sono arrivate le testimonianze che hanno descritto come morì il piccolo Martin Richard, di soli otto anni. Il suo corpo fu dilaniato dallo scoppio della bomba.

Ai giurati sono stati anche mostrati i suoi vestiti a brandelli, macchiati di sangue. Il capo dell’ufficio medico legale di Boston, Henry Neilds, ha fatto notare nel raccapriccio generale che nessuna parte del corpo di Martin fu risparmiata dall‘esplosione. Diversi giurati sono scoppiati in lacrime durante la deposizione, mentre i genitori ascoltavano pietrificati, in silenzio.

Le stesse terribili descrizioni sono state tratteggiate riguardo a Lingzi Lu e Krystle Campbell, le altre due persone rimaste uccise nello scoppio delle due pentole a pressione imbottite d’esplosivo e chiodi e piazzate dai fratelli Tsarnaev sulla linea di arrivo della maratona.

“Noi non neghiamo che Dzhokhar abbia pienamente partecipato agli eventi”, ha affermato l’avvocato Clarke, nella sua arringa finale, ma se non fosse stato per Tamerlan non sarebbe mai successo”, ha sostenuto.

L’accusa ha ribattuto che invece è stato “un atto di terrorismo calcolato, a sangue freddo. Un atto intenzionale. Era assetato di sangue, voleva stabilire un punto. Voleva dire all’America ‘noi ora vi terrorizzeremo’”.

La giuria, che si è presa due giorni per decidere, ha evidentemente accolto la tesi dell’accusa. Resta solo da stabilire la pena.