Attentato New York, il killer interrogato: “Sono orgoglioso. Ho agito per Isis”

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 novembre 2017 15:28 | Ultimo aggiornamento: 1 novembre 2017 16:21
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Attentato New York, il killer interrogato: “Sono orgoglioso”

NEW YORK – Gli investigatori sono riusciti a parlare con Sayfullo Saipov, il killer di New York che martedì ha fatto tornare il terrore a poche decine di metri dal World Trade Center, il Ground Zero dell’11 settembre. Si è detto “orgoglioso” dell’attacco.

L’uomo si trova in ospedale, dove è ricoverato a seguito di un intervento chirurgico dopo che era stato ferito all’addome dai proiettili sparati dagli agenti per neutralizzarlo. Si sarebbe mostrato abbastanza “collaborativo”. Nel suo computer è stato trovato materiale legato all’Isis.

Per il governatore di New York, Andrew Cuomo, è un “lupo solitario” che si è “radicalizzato” negli Stati Uniti. E’ arrivato nel paese grazie alla cosiddetta lotteria per la green card. Sayfullo Habibullaevic Saipov, 29 anni, di origini uzbeke, ha vissuto per un breve periodo in Ohio, dove si è sposato con una ragazza uzbeka. Qui ha anche ottenuto la patente per guidare camion.

Nelle settimane seguenti al suo arrivo negli Stati Uniti ha vissuto a Cincinnati. Secondo indiscrezioni, il killer si sarebbe poi trasferito in Florida, a Tampa, e più di recente in New Jersey. E’ fra questi due ultimi Stati che si sarebbe diviso negli ultimi mesi. Saipov è poi divenuto autista per Uber: la società spiega che il killer ha superato tutti i controlli e ha lavorato per l’app di auto con conducente per 6 mesi, effettuando 1.400 corse.

E’ stato neutralizzato dalla polizia un chilometro dopo la strage, mentre gridava ”Allahu Akhbar”. Secondo la Cnn ci sono indicazioni che l’attacco fosse stato pianificato dal killer. Saipov è entrato a Manhattan dal George Washington Bridge e sapeva perfettamente dove poter colpire, ovvero laddove non c’erano barriere in grado di fermarlo.

L’Fbi ha già perquisito la sua casa: un appartamento con due camere da letto dove viveva con la moglie e due figli, a Paterson, New Jersey, cittadina con una grande comunità musulmana e una moschea che era già finita nel mirino della polizia. Gli agenti hanno setacciato anche il garage dell’abitazione, alla ricerca di materiale utile per le indagini.

Per il presidente Usa Donald Trump, che ha immediatamente twittato, è stato ”un altro attacco da parte di una persona malata e folle, ho ordinato di rafforzare i controlli”. Il sindaco di New York Bill de Blasio ha detto che si è trattato di ”un atto terroristico particolarmente codardo”.

Saipov ha lasciato anche un bigliettino vicino al furgoncino usato per l’attacco, nel quale ha scritto che agiva per l’Isis. Alle tre del pomeriggio col suo camion è piombato su una delle più affollate piste ciclabili di Manhattan facendo una strage. Tra le vittime un cittadino belga e cinque argentini.

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