Australia. Chiese e agenzie toglievano i bimbi alle ragazze madre

Pubblicato il 1 Marzo 2012 12:16 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2012 13:22

SYDNEY – Fra gli anni 1950 e 1970 in Australia circa 150 mila madri non sposate furono private dei neonati contro la loro volonta’, da parte di chiese e agenzie di adozione, per essere affidati a coppie sposate. Ora una commissione del Senato federale, dopo un’inchiesta di 18 mesi che ha esaminato oltre 400 casi, ha raccomandato nel suo rapporto che il governo offra scuse nazionali e risarcimenti.

Quando e’ stato presentato il rapporto, adottato all’unanimita’ dalla commissione per affari sociali, erano presenti in aula, applaudendo e piangendo, circa 100 fra madri a cui fu sottratto il bebe’ e adulti dati in adozione dopo la nascita.

L’inchiesta ha accertato che ”le madri non sposate venivano pressate, ingannate e minacciate, da istituti, assistenti sociali, medici e infermiere, persone da cui si aspettavano aiuto”, perche’ cedessero i neonati in adozione, ”il che era considerato nel migliore interesse dei bimbi”.

Le 20 raccomandazioni del rapporto includono la richiesta di assistenza psicologica, aiuto ai ricongiungimenti familiari, e una mostra divulgativa sulla vicenda. L’organizzazione degli ospedali cattolici in Australia, che comprendono il 10% dei letti d’ospedale del Paese, lo scorso luglio ha presentato le sue scuse per aver costretto madri non sposate a dare in adozione i neonati, e ha esortato i governi federale e statali ad accettare responsabilita’ finanziarie.