Australia, mamma fa da scudo alla figlia di 4 mesi dalla grandine: le ferite sono terribili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 ottobre 2018 8:50 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2018 8:50

Australia, mamma fa da scudo alla figlia di 4 mesi dalla grandine: le ferite sono terribili

SYDNEY – Ha fatto da scudo con il suo corpo alla figlia di appena 4 mesi quando la grandine l’ha sorpresa mentre erano in auto. Una violenta grandinata con chicchi grandi come palle da tennis, che hanno mandato in frantumi i vetri dell’auto in cui mamma Fiona Simpson, 23 anni, si trovava con la sua bimba e sua madre. L’impatto della grandine sul suo corpo le ha provocato dei lividi e delle ferite evidenti su collo, schiena e braccia, ma la sua neonata sta bene. 

La Simpson ha dimostrato molto coraggio e quando ha visto la grandine infrangere i vetri e il parabrezza vicino Nanango, in Australia, non ci ha pensato due volte e ha usato il suo stesso corpo per proteggere la sua bambina. “Qualsiasi madre lo farebbe per il proprio figlio”, ha detto la mamma mostrando le ferite in ospedale.

Alla Abc la mamma eroina ha raccontato: “Capivo che stava urlando, ma non riuscivo nemmeno a sentirla, era così rumoroso. Avrebbe potuto essere ferita gravemente o uccisa, sarebbe potuto accadere di tutto. Solo in ospedale quando mi hanno tolto i vestiti, mi sono resa conto di quanto fosse messa male la mia schiena, la spalla e il collo. Non posso credere che la grandine abbia potuto farmi questo”.

Il suo gesto non è passato inosservato, tanto che il primo ministro australiano Scott Morrison ha commentato: “Penso certamente che sia una delle persone più coraggiose di cui ho letto ultimamente”. Annastacia Palaszczuk, premier del Queensland, ha detto che Fiona sarà nominata per un premio nazionale.Intanto l’Australia fa i conti con il forte maltempo che da giovedì scorso l’ha investita con raffiche di vento fino a 145 chilometri orari e violente grandinate che hanno provocato ingenti danni, con gli agricoltori che denunciano la distruzione delle colture.