Australia, tentò estorsione con falso collare-bomba. Oggi il processo

Pubblicato il 9 Marzo 2012 15:11 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2012 15:15

ROMA – Un banchiere australiano e' comparso il 9 marzo davanti a un tribunale di Sydney con l'accusa di aver messo al collo di una ragazza un falso collare-bomba, in un bizzarro tentativo di estorsione lo scorso anno. Paul Douglas Peters, 51 anni, tramite il suo avvocato, si e' riconosciuto colpevole di violazione di domicilio aggravata e sequestro della 18/enne Madeleine Pulver.

Il 3 agosto 2011, la ragazza era sola in casa quando Peters, col viso coperto da un passamontagna e armato di una mazza da baseball, entro' da una porta non chiusa e le mise al collo il congegno, lasciando un biglietto con una richiesta di denaro.

La giovane, figlia di un dirigente di una societa' internazionale di software, rimase per 10 ore con il congegno attorno al collo, prima di essere liberata da specialisti della polizia. Peters, fu arrestato due settimane dopo nella casa della ex moglie a Louisville, negli Stati Uniti, ed estradato.

Secondo le indagini, si sarebbe trattato di uno scambio di persona e l'obiettivo dell'estorsione, in realta', sarebbe stato un vicino di casa di Pulver, l'ex presidente della News Ltd, Ken Cowley, impegnato alla fine degli anni Ottanta nell'acquisizione da parte di Rupert Murdoch del South China Morning Post di Hong Kong, dove lavorava allora Peters.