Austria. Commissione incaricata della Chiesa denuncia i primi casi di pedofilia

Pubblicato il 7 Luglio 2010 17:16 | Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2010 17:56

Prima denuncia alla procura da parte della nuova commissione incaricata dalla Chiesa cattolica di fare luce sui casi di abusi sessuali compiuti da preti in Austria. Al lavoro da circa due mesi, la commissione ha già ricevuto oltre 250 segnalazioni. Ai primi di luglio è scattata la prima denuncia. A darne notizia è stata martedì 6 luglio la radio pubblica Orf, e oggi i giornali danno ampi particolari.

Alla capo della commissione, in veste di avvocato delle vittime, e’ stata messa dall’arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schoenborn, una donna, l’ex governatrice della Stiria, Waltraud Klasnic del partito popolare Oevp. La prima denuncia riguarda un caso degli anni ’90 e già oggetto all’epoca di indagini ma poi archiviato. Un’altra denuncia era giunta mesi fa alla procura di Vienna che di nuovo l’archiviava.

Il presunto autore degli abusi, padre Paul Kaiser (57), ha categoricamente respinto gli addebiti. ”Aggressioni sessuali le posso escludere con sicurezza assoluta”, si è affrettato a smentire dopo la notizia della denuncia. ”Le cose sono finite attraverso i media in un’ottica distorta”, ha detto proclamando la sua innocenza. A muovere accuse pesanti come macigni è la madre della presunta vittima, Manuel N., che aveva all’epoca (1992-93) 11 anni. Gli abusi si sarebbero svolti nella sede della Congrezione dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Strebersdorf, alla periferia di Vienna.

La vittima sarebbe stata abusata per un intero anno e traumatizzata dalle violenze, tanto che avrebbe tentato il suicidio. Alla scoperta, la madre, stando a quanto da lei dichiarato alla polizia, sarebbe giunta proprio dopo avere sorpreso il figlio che stava per inghiottire in bagno pillole per suicidarsi. Secondo il tabloid Oesterreich, la madre, Eva N. che da 17 anni cerca di ottenere giustizia per suo figlio, il giovane era molto malato e le violenze avevano lasciato gravi ferite tanto che oggi percepisce una pensione di invalidità. Secondo la donna, l’agghiacciante rituale funzionava così: il bambino veniva tenuto fermo da due aggressori e violentato a turno da Kaiser e altri sei preti del convitto di Strebersdorf.

L’orrore veniva filmato e registrato e gli altri bambini dovevano assistere. I filmati venivano poi mostrati ad altre vittime cosi’ come erano stati mostrati prima anche a Manuel. Secondo la madre, il martirio è andato avanti per un anno e si svolgeva sempre secondo la stessa dinamica: gli abusi non si sarebbero mai svolti singolarmente ma sempre in gruppo. L’arcidiocesi di Vienna ha detto che con Kaiser, all’epoca vicedirettore del convitto, si è proceduto in base al regolamento in vigore dal 2006: in caso di accuse, ”sospensione temporanea” dagli incarichi degli accusati.

”La procura verifichi pure, non troverà niente”, ha detto il legale di Kaiser citato da Oesterreich. Le indagini infatti procedono, e, secondo il quotidiano Die Presse, sul tavolo della Klasnic sono già arrivate in soli due mesi oltre 250 denunce di presunte vittime di abusi da parte di preti in Austria.