Aviaria, 24 contagi e 8 morti. Paura in Cina: polli banditi, Usa accusati

Pubblicato il 9 Aprile 2013 14:21 | Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2013 14:28
Aviaria, 24 contagi e 8 morti. Paura in Cina: polli banditi, Usa accusati

Aviaria, 24 contagi e 8 morti. Paura in Cina: polli banditi, Usa accusati (Foto LaPresse)

SHANGHAI – Sono 24 i casi di contagio di influenza aviaria accertata e 8 i morti in Cina. Il nuovo ceppo dell’influenza aviaria, il virus H7N9, spaventa la popolazione. Sia le autorità cinesi che l’Organizzazione mondiale della sanità rassicurano sul fatto che il contagio avviene solo con il contatto con animali vivi e infetti e non si trasmette tra umani. Ma la popolazione teme l’epidemia: così polli e volatili scompaiono dai mercati e dalle tavole e non manca nemmeno la tesi del complotto. Secondo Dai Xu, alto ufficiale dell’esercito cinese, la nuova influenza aviaria H7N9 è un’arma batteriologica americana.

A contare il maggior numero di contagi è la città di Shanghai, con 11 casi di aviaria accertati, di cui 5 morti. Nel Jiangsu i casi sono 8, nello Zhejiang sono 3 e nell’Anhui i contagi sono 2.  L’ultima vittima registrata è un uomo di 64 anni di Shanghai, ma l’incubo aviaria torna anche in Vietnam, dove dopo oltre un anno di assenza di casi fonti mediche hanno annunciato la morte di un bimbo di 4 anni. Ad uccidere il bambino però non è stata la variante diffusa in Cina, ma il virus H5N1, spiega un impiegato di un centro medico di Dong Thap: “I test hanno confermato che il bambino è deceduto a causa del virus H5n1”.

La tensione sale e il pollo viene bandito dai mercati, dove gli esemplari vengono abbattuti, e dai menù delle compagnie aeree e delle mense scolastiche. Nonostante le autorità rassicurino sul fatto che il contagio derivi solo dal contatto con pollame vivo infetto, secondo quanto ha riferito lo Shanghai Daily, diverse compagnie aeree hanno deciso, per andare incontro alle preoccupazioni della gente, di rimuovere dal menù il pollo sostituendolo con maiale, vitello o pesce. Lo staff degli aerei ha notato come su alcune rotte dove il pollo è ancora presente nei menù la maggior parte dei passeggeri ha rifiutato di mangiarlo.

Via pollo e persino le uova anche dalle mense di asili, scuole e università. La Commissione per l’istruzione di Shanghai ha infatti chiesto, per motivi precauzionali, ad asili e scuole primarie di sostituire pollo e uova con vitello, maiale, formaggi e pesce fino a nuovo ordine. Inoltre anche nelle scuole sono stati rafforzati i controlli ed è stato disposto che i bambini che presentino sintomi influenzali anche minimi, come tosse o mal di gola, siano subito mandati a casa. Le scuole hanno poi invitato i ragazzi ad evitare qualsiasi contatto con volatili o pollame e a innalzare il livello di attenzione sulle norme igieniche.

Le disposizioni sono state adottate anche da diverse università di Shanghai. Molte scuole hanno inviato lettere ai genitori spiegando la situazione dell’aviaria. In moltissimi palazzi sede di uffici, negli ascensori sono ricomparsi i dispenser con sapone disinfettante. Intanto negli aeroporti cinesi, ma anche a Hong Kong e Macao, sono stati aumentati i controlli. Nell’aeroporto internazionale di Macao vengono usati dei dispositivi a raggi infrarossi per misurare la temperatura a tutti i viaggiatori in arrivo dalla Cina.

Dai Xu, colonnello dell’esercito di liberazione del popolo e docente all’Università della Difesa Nazionale, dal suo microblog chiede alle autorità cinesi di prestare attenzione perché il virus l’H7N9 fa parte di una cospirazione americana. Anche la Sars, secondo quanto scrive Dai, era un’arma batteriologica americana, in quel caso usata dagli statunitensi impegnati nella guerra in Iraq per impedire alla Cina di avvantaggiarsi di questa posizione.

Il post dell’ufficiale cinese ha avuto molti sostenitori che hanno appoggiato la tesi della cospirazione americana. Ma molti hanno invece postato commenti critici nei confronti del colonnello il quale, senza batter ciglio, ha replicato augurando che i suoi detrattori, chiamati cani, possano “trovare la morte“.