Cronaca Mondo

Sudafrica, Città del Capo. Balena, forse disturbata, salta su una barca e la distrugge

Il momento del salto

Gli inquirenti di Città del Capo sano cercando di accertare se una balena che è letteralmente saltata su una barca a vela utilizzata per gli addestramenti sia stata in qualche modo disturbata prima dell’incidente, a quanto riferisce il quotidiano sudafricano Cape Times.

Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dal giornale, Ralph Mothes e la sua fidanzata Paloma Werner stavano navigando tranquillamente a Table Bay sulla barca di 10 metri, quando da un momento all’altro la balena è schizzata fuori dall’acqua ed è piombata sull’imbarcazione stroncando l’albero maestro e provocando altri danni. Le due persone a bordo sono rimaste illese. Dopodichè il cetaceo, pesante 40 tonnellate e lungo più o meno quanto la barca, è scivolato via e si è allontanato.

Ma la vicenda non è chiara e il racconto della coppia potrebbe non essere l’unica versione dei fatti.  Alan Boyd, del Dipartimento degli Affari Ambientali per il turismo e la protezione delle specie in pericolo di estinzione ha infatti detto di essere in possesso di informazioni secondo cui ”una persona stava deliberatamente dirigendosi verso la balena e dandole fastidio. Abbiamo quindi delle ottime ragioni per investigare”.

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La barca distrutta dopo il passaggio della balena

Secondo altre informazioni riferite dal Cape Times, gruppi di persone ritornate a terra dopo giri turistici in barca hanno dichiarato di aver visto un battello di gomma rigido avvicinarsi al cetaeo e infastidirlo in vari modi.

Richard Smith, gestore della Waterfront Boat Company, che affitta le barche ai turisti, ha dichiarato che ”con le balene bisogna stare attenti e sapere come trattarle. La legge richiede che non bisogna avvicinarsi a meno di 300 metri e che se è il cetaceo ad avvicinarsi occorre allontanarsi subito”.

Il naturalista Nan Rice ha dfichiarato che la balena saltata sulla barca probabilmente lo ha fatto perchè è stata infastidita e disturbata. ”Io continuo ad avvertire la gente – ha proseguito Rice – di non avvicinarsi ai cetacei a meno di 300 metri, ma non tutti mi ascoltano. Le balente non sono giganti gentili, sono molto territoriali ed attaccano se si sentono in quale modo minacciate”.

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