Bambino di 12 anni trovato morto in casa, era segregato in una stanza tra le feci: pesava 19 chili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Settembre 2020 14:56 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2020 14:56
Bambino di 12 anni trovato morto in casa, era segregato in una stanza tra le feci

Bambino di 12 anni trovato morto in casa, era segregato in una stanza tra le feci: pesava 19 chili

Un ragazzino di 12 anni è morto nella sua casa in Pennsylvania, dove i genitori per tutta la vita l’hanno tenuto segregato in una stanza, senza cibo. 

Maxwell Schollenberger è stato trovato morto a soli 12 anni nella stanza dove il padre e la compagna lo avevano tenuto prigioniero per tutta la vita. 

L’hanno tenuto prigioniero per anni in una stanza all’insaputa di tutti, fratellini compresi. Fino a quando è venuto a mancare.

Pesava solo 19 chili quando il suo corpo senza vita è stato trovato dalla Polizia, dietro la segnalazione di un vicino di casa, tra la sporcizia e i sui stessi escrementi.

Arrestati con l’accusa di omicidio il padre, Scott Schollenberger Jr, 42 anni, e la compagna Kimberly Maurer, 35 anni. 

A dare la notizia è il New York Post: il 12enne sarebbe stato anche vittima di torture dal momento che la causa della morte è stata accertata essere un grave trauma cranico.

Trovato morto in casa, era segregato da anni

Nella stanza dove è stato trovato il cadavere del bambino, le finestre erano sbarrate, c’erano feci ovunque e l’unico mobile era un letto.

Non era mai andato a scuola né aveva mai ricevuto cure mediche.

Queste le condizioni disumane alle quali era stato condannato da suo padre e dalla di lui compagna, che lo picchiavano abitualmente e lasciavano persino senza cibo.

Pare infatti che il piccolo non fosse più neppure in grado di reggersi in piedi.

Gli altri figli, invece, non sapevano nulla e la loro vita era quella di un bambino normale.

La scoperta dopo la segnalazione di un vicino

Solo la segnalazione del vicino di casa insospettito dopo aver sentito un’allusione alla “morte del figlio” ha portato alla luce il caso.

“Questo ragazzino di 12 anni non ha mai conosciuto l’amore incondizionato di una famiglia – ha detto il procuratore distrettuale locale, Pier Hess Graf -. Max esisteva, non viveva. Esisteva in uno stato di sofferenza perpetua”. 

Non è ancora chiaro agli investigatori il motivo per cui i genitori abbiano deciso di discriminarlo e segregarlo.

In casa, quando sono entrati i poliziotti, c’era cibo in abbondanza e la famiglia non aveva problemi economici. (fonte NY POST)