Bangladesh, strage di italiani a Dacca del 2016: condannati a morte 7 terroristi islamici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Novembre 2019 10:33 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2019 20:20
volti italiani morti a Dacca

I volti degli italiani morti a Dacca (Ansa)

ROMA – Un tribunale speciale di Dacca ha condannato a morte sette terroristi islamici per l’attacco terroristico dell’1 luglio 2016 al ristorante Holy Ortizan Bakery nella capitale del Bangladesh, in cui morirono 22 persone, tra cui 17 stranieri, 9 dei quali italiani. 

Nell’attentato di matrice jihadista nel quartiere diplomatico di Gulshan, oltre alle vittime locali, morirono anche sette giapponesi, un americano e un indiano. I terroristi obbligarono i clienti del ristorante a recitare versi del Corano, e uccisero gli occidentali che non conoscevano il testo sacro.

Gli imputati condannati sono accusati di aver ideato il massacro, che fu opera invece di cinque giovani. Il commando fece irruzione nel ristorante nel tardo pomeriggio, e vi rimase tutta la notte. Alle prime luci dell’alba, i cinque furono uccisi in un blitz delle forze speciali. Il 26 novembre 2018, la corte aveva presentato accuse formali otto membri del gruppo jihadista locale Jamaat-ul-Mujahideen. Il processo prese il via dopo una settimana, il 3 dicembre. La polizia ha accertato dche all’attacco parteciparono 21 persone, ma solo 8 furono accusate, poiché le altre 13, inclusi i cinque esecutori della strage, morirono nell’attentato o in altre operazioni successive delle forze speciali. Le autopsie sui corpi dei nove italiani evidenziarono segni di torture, tagli provocati da armi affilate (probabilmente machete) e mutilazioni.

I condannati a morte sono: Jahangir Hossain, alias Rajib Gandhi; Aslam Hossain, alias Rashid, alias Rash; Sohail Mahfuz, alias Hakkata Mahfuz; Hadisur Rahman Sagar; Rakibul Hasan Reagan; Mamunmur Rashid Ripon e Rashid Ripon. Mizanur Rahman, alias Bari Mizan è stato rimesso in libertà dai giudici di un altro tribunale.

Nell’attentato morirono nove italiani: Cristian Rossi, 47 anni; Marco Tondat, 39; Nadia Benedetti, 52; Adele Puglisi, 54; Simona Monti, 33; Claudia Maria D’Antona, 56; Vincenzo D’Allestro, 46; Maria Riboli, 34; Claudio Cappelli, 45.

Dacca, sorella Claudia Maria D’Antona: “Sentenza non placa dolore”

“Nessuna sentenza placa il dolore”. Così la torinese Patrizia D’Antona, sorella di Claudia Maria, 55 anni, una delle vittime dell’attentato terroristico del 2016 in Bangladesh, commenta la condanna a morte per sette miliziani islamici giudicati colpevoli di aver aiutato a organizzare l’attacco del primo luglio alla Holey Artisan Bakery, ristorante nel quartiere diplomatico di Dacca.

“Sapevo che sarebbe arrivato il verdetto e sono rimasta stupita dalla rapidità del processo – sottolinea – Sulla pena capitale ho le mie riserve e non ho mai desiderato vendetta. Per me le regole democratiche rimangono importanti. Ero molto scettica sul fatto che si potesse arrivare a una sentenza: avevo letto che avrebbero sentito un centinaio di testimoni. Invece i giudici si sono espressi a nemmeno tre anni dalla tragedia”.

“Ho apprezzato la velocità del procedimento giudiziario. Non cambia nulla, però, per il dolore che io e mia madre stiamo vivendo. Ora so che i luoghi frequentati dagli occidentali sono stati messi in sicurezza, ma si tratta di precauzioni che non sono state prese per tempo. Erano periodi caldi, c’erano state delle avvisaglie”.

Fonte: Agi, Ansa.