Bardot-Deneuve: Francia charme contro i neo puritani Usa

di Riccardo Galli
Pubblicato il 18 gennaio 2018 10:57 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2018 10:57
brigitte-bardot

Brigitte Bardot nella foto Ansa

ROMA – Bardot-Deneuve, prima Catherine Deneuve a dire pubblicamente che corteggiamento e seduzione non sono molestie, insomma che è lecito oltre che naturale che l’uomo “ci provi” ad avere un appuntamento, un incontro, una relazione, un amore (ovviamente è lecito e naturale anche che la donna faccia altrettanto). E poi dopo la Deneuve ecco Brigitte Bardot a dire pubblicamente che non mancano donne, soprattutto nel mondo dello spettacolo, che usano scientemente la loro avvenenza per indurre gli uomini a privilegiarle nella carriera e nel lavoro.

Sono ovvietà quelle della Deneuve e della Bardot, ovvie cose note. Eppure faranno innervosire se non indignare il vastissimo movimento d’opinione femminile che si è creato intorno alle denunce di insopportabili e schifosissime molestie sessuali. Molestie nel mondo del cinema, della politica, dello sport, della moda…Molestie nei mondi che si vedono, figurarsi quante molestie nei mondi non esposti alla luce della cronaca e notorietà. La miglior risposta, la miglior dimensione di quanto la molestia sia diffusa, quasi abituale, è la lunghissima risata con cui Sharon Stone ha esaurientemente risposto alla domanda se fosse mai toccato anche a lei.

E’ ovvio e acclarato che la molestia sessuale (di uomini a danno delle donne, raramente di donne a danno di uomini, meno raramente di gay a danno di uomini) è cosa diffusa e intollerabile. Eppure Bardot-Deneuve E non restano certo sole nel farlo) si sentono in dovere di far notare che seduzione non è molestia.

Come da opposti spalti ci si scambiano affermazioni ostili, chiaramente ostili e reciprocamente diffidenti. Eppure entrambe le tesi e sensibilità potrebbero molto serenamente convivere. E’ ovvio e sacrosanto che la molestia e il ricatto sessuali sono offesa e reato e anche inciviltà. Come è ovvio che il tentativo di seduzione e il corteggiamento non solo non sono molestie e ricatto ma sono invece il bello e il tenero e il piacevole del rapporto tra i sessi.

E allora perché non ci si capisce? Perché il movimento delle donne offese e molestate registra con fastidio e qualche disprezzo le parole alla Bardot-Deneuve e nelle parole alla Bardot-Deneuve risuona una lontananza culturale con quel movimento?

Il perché in fondo è al fondo della storia. Non la storia delle molestie, no, la Storia, proprio quella. Gli Usa hanno avuto una storia culturale e civile segnata dal puritanesimo. In breve, molto in breve, un filone culturale-etico-religioso che fa della mortificazione e della vergogna pubblica e privata per il piacere la vera autostrada per la salvezza. Questo, anche questo scorre nelle vene della cultura anglosassone. E quindi a questa cultura viene facile, quasi naturale non vedere il confine, la differenza che c’è tra l’intollerabilità del sopruso e la peccaminosità del piacere.

Al contrario la Francia è storicamente segnata da una cultura che mescola e mischia la tolleranza cattolica, il liberalismo della politica e dei costumi, la coltura dei piaceri. I piaceri, l’arte, la lettura, l’architettura, il cibo e ovviamente anche il sesso come prova di una vera comprensione della vita. Il piacere come cultura, la cultura raffinata dello charme. Nel sangue civile della Francia scorre questa impossibilità di diffidare, tanto meno criminalizzare la seduzione.

Quindi Bardot-Deneuve, Francia charme contro nei puritani Usa. E noi? Noi copiamo, stavolta più gli Usa. Anche noi per altri e molti versi siamo in una fase di puritanesimo, per somma disgrazia del paese. Puritanesimo di facciata s’intende. Di sostanza mai, per somma fortuna del paese.