Beirut. Un mare di nitrato di ammonio al porto, 2750 tonnellate di morte. Chi ha acceso la miccia?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Agosto 2020 13:19 | Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2020 17:32
Beirut, nitrato ammonio: 2750 tonnellate al porto

Beirut, nitrato di ammonio a tonnellate nel deposito al porto (Ansa)

Nitrato di ammonio: si usa largamente come fertilizzante, è un composto essenziale per produrre ghiaccio secco ma anche materiale esplosivo.

Ce n’era un mare di nitrato di carbonio stoccato nel deposito numero 12 del porto di Beirut. 2750 tonnellate immagazzinate alla buona, senza sistemi di sicurezza adeguata.

Nitrato di ammonio, a cosa serve

Quel quantitativo enorme di esplosivo era stato sequestrato a una nave mercantile diversi anni fa.

Una piccola bomba atomica pronta ad esplodere, “inaccettabile”, ha scritto il presidente libanese Michel Aoun in un tweet.

Come esplosivo è facile da produrre, costa poco. Il composto chimico ((NH4NO3) è molto versatile.

E’ il composto fondamentale di ammonal e Anfo (Ammonnium Nitrate Fuel Oil) i due esplosivi.

Nelle miniere è più sicuro perché non genera troppo calore. Di sicuro piace ai terroristi di mezzo mondo, è stato utilizzato in Medio Oriente come in Europa.

Negli Stati Uniti a saltare in aria fu un’industria di fertilizzanti del Texas. Quello del 17 aprile 2013 alla West Fertilizer fu un incidente. Il più grave: 14 vittime e 200 feriti

Attentato, sabotaggio, incidente

Il presidente Trump ha qualificato l’esplosione a Beirut come attentato, “una bomba di qualche tipo”, gli hanno detto i generali che ha sentito.

Ma le circostanze fattuali suggeriscono altre direzioni. 

Lì c’è anche un deposito di armi di Hezbollah, i miliziani sciiti filo-iraniani, che hanno immediatamente accusato Israele di sabotaggio.

Una fonte dello Stato Ebraico, che ha offerto aiuti e soccorsi attraverso un intermediario, fa sapere che, secondo informazioni non corroborate, il magazzino all’origine della deflagrazione veniva utilizzato da Hezbollah.

Notizia confermata da fonti di intelligence occidentali citate dall’agenzia AdnKronos.

Accuse incrociate: l’Adnkronos riferisce anche dei sospetti delle milizie sciite filoiraniane.

Fumo tossico. Il ministro: “Chi può vada via da Beirut”

Intanto al collasso economico di una nazione sull’orlo della bancarotta, alla tragedia dei cento morti, delle 300mila persone senza casa, si aggiunge l’emergenza sanitaria nella città distrutta.

L’aria è ammorbata da un fumo tossico, veleno che respirato a lungo fa morire.

Il ministro della salute libanese Hamad Hasan consiglia a chiunque possa di andare via da Beirut, materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria dopo le deflagrazioni “potrebbero avere effetti a lungo termine mortali”. (fonti Ansa, AdnKronos, Daily Mail)