Autovelox dice 917 km orari: è un errore, ma la multa si paga lo stesso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 ottobre 2018 7:36 | Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2018 8:39
Belgio, multato perché secondo l'autovelox andava a 914 km/h ma è un errore

Belgio, multato perché secondo l’autovelox andava a 914 km/h ma è un errore

BRUXELLES – Beccato dall’autovelox a 914 km/h. Ma, naturalmente, si tratta di un errore. Operò ra lo sfortunato automobilista dovrà pagare la multa e poi le spese legali per il ricorso. Tutto è successo a Auderghem, piccolo comune della regione di Bruxelles.

L’autista di nazionalità lussemburghese ha ammesso di aver superato un po’ il limite dei 70 km /h previsti, ma non di aver mai raggiunto, e questo è una ovvietà, quella velocità.

Luc, questo il nome dell’automobilista, dopo aver pagato 96 euro di multa per eccesso di velocità, ora dovrà spendere quasi 1500 per presentare ricorso.

Bruxelles non è la prima volta che gli autovelox vanno in tilt: in passato, infatti, un altro automobilista era stato ‘beccato’ a 696 km/h. 

Riportando queste notizie il sito sportellodeidiritti.org commenta che “ancora una volta appare sempre più evidente come questi strumenti elettronici e lo stesso sistema di gestione di questo tipo d’infrazioni faccia acqua da tutte le parti non consentendo la certezza fattuale, oltreché giuridica, di una sempre corretta rilevazione e contestazione delle infrazioni, poiché la necessità di rimpinguare i bilanci comunali, molto spesso spinge i comuni e gli alti enti locali a mettere al primo posto esigenze di cassa con conseguenti errori materiali, vizi di forma e violazioni della normativa e dei regolamenti per la contestazione delle infrazioni, piuttosto che la sicurezza stradale e la certezza delle verbalizzazioni ed il diritto alla difesa dei cittadini. Non ci resta che continuare a denunciare casi di errori simili, ormai decine per non dire centinaia non solo in tutta Italia ma anche all’estero e continuare a predisporre i ricorsi gratuitamente ai cittadini, sempre più  beffati dalle pubbliche amministrazioni accertatrici”.