Bertone: l’attico “a sua insaputa”

di Edoardo Greco
Pubblicato il 11 Novembre 2015 6:31 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2015 18:53
Bertone: l'attico "a sua insaputa"

Il cardinale Tarcisio Bertone, ex segretario di Stato Vaticano
Foto Marco Alpozzi – LaPresse

CITTÀ DEL VATICANO – La ristrutturazione dell’attico dell’ex segretario di Stato Tarcisio Bertone è stata pagata dalla fondazione Bambin Gesù all’insaputa dello stesso cardinale: questa è la versione di Bertone, versione che però sembra essere smentita dalle parole di Giuseppe Profiti, ex presidente della Fondazione Bambin Gesù, collocato in quel ruolo proprio dal potente porporato genovese.

Porporato che oggi (11 novembre) al “Cittadino”, settimanale cattolico di Genova, ha dichiarato: “Ho saputo poi di un contributo dato dalla ‘Fondazione Bambino Gesù’ al medesimo scopo. Escludo in modo assoluto di aver mai dato indicazioni o autorizzato la ‘Fondazione Bambino Gesù’ ad alcun pagamento”. Cosa ha detto Bertone? Riporta Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano:

“Quanto all’appartamento assegnato al sottoscritto d’accordo con Papa Francesco e con i Superiori del Governatorato, mi è stato comunicato che non essendo stata quell’anno messa a bilancio alcuna somma per la ristrutturazione, avrei dovuto sostenere io le relative spese. I lavori furono quindi affidati alla ditta Castelli (…). Avanzando i lavori e arrivando via via le fatture da pagare alla Ragioneria del Governatorato, fui invitato dal Governatorato stesso a saldare le fatture e effettivamente, come risulta da precisa documentazione, ho versato dal mio conto al Governatorato la somma richiesta. Ho saputo successivamente che erano state presentate delle fatture anche alla ‘Fondazione Bambino Gesù’. Escludo in modo assoluto di aver mai dato indicazioni o autorizzato la ‘Fondazione Bambino Gesù’ ad alcun pagamento. Ho dato istruzioni all’avvocato Michele Gentiloni Silveri di svolgere indagini per verificare cosa sia realmente accaduto”.

Bertone è ormai un cardinale in pensione, non ha più cariche e non entrerà più in Conclave. Ha festeggiato gli 80 anni con una ricevimento vip in terrazza, vino delle Langhe e tartufo di Alba, prodotti tipici piemontesi (è un salesiano di Romano Canavese, provincia di Torino). Ai tempi di Ratzinger, Bertone gestiva la Curia, lo Ior, gli affari, la politica. Poi il duello con numerosi cardinali e le carte di Vatileaks l’hanno distrutto. Ancora pochi cardinali bertoniani resistono ai vertici del Vaticano. E questa nota, allora, non è soltanto una precisazione per la stampa, ma un messaggio per la Santa Sede.

Cosa ha detto Profiti? Intervistato da Mix24 di Giovanni Minoli su Radio24 ha ribadito che pagare la ristrutturazione dell’attico di Bertone per il Bambin Gesù è stato un investimento. “Come credo di aver dimostrato, neanche un euro dei fondi raccolti per i bambini” dalla Fondazione Bambin Gesù “è stato impiegato in questa operazione, che è un investimento”.

Profiti ha confermato a Radio 24, la scelta di pagare la ristrutturazione dell’appartamento abitato dal cardinale Bertone con i soldi della Fondazione, motivandola così: “Sì, perché lì avremmo realizzato, nel successivo triennio, le maggiori iniziative della Fondazione, quelle con il più elevato ritorno economico”.

Una scelta, spiega Profiti, che il manager rifarebbe: “Certo, che lo rifarei. Solo per darle un’indicazione, nel 2013 gli eventi per la Fondazione che hanno visto la partecipazione del Segretario di Stato hanno determinato, nell’anno successivo, un incremento della raccolta fondi di oltre il 70%. Siamo passati da una raccolta di poco più di 3 milioni a oltre 5 milioni all’anno. Certo che lo rifarei, con questi risultati”.

Quindi un appartamento, chiede Minoli, in un certo senso, di pubbliche relazioni, per fare marketing strategico? “Assolutamente sì, proprio una delle azioni che erano previste nel piano strategico proprio dalla Fondazione”. “Io – ha aggiunto – non ho ricevuto nessun ordine”: “L’investimento era proprio una delle azioni del piano di marketing che vedeva come obiettivo questo investimento finalizzato alla raccolta fondi delle grandi aziende nazionali e delle grandi multinazionali estere. Soggetti nei confronti delle quali il brand vaticano, la location vaticana, la possibilità di essere ospitati in eventi che descrivono l’attività dell’ospedale presso il Vaticano esercitano un fascino straordinario e una sensibilità straordinaria come dimostrano i dati nel donare all’ospedale”.

Infine, Profiti, ha detto che “il cardinale Bertone, dalle carte, ha rimborsato le spese, la parte di ristrutturazione sostenuta dall’amministrazione dello stato Città del Vaticano“. “Il contributo – spiega Profiti – dato dalla Fondazione alla ristrutturazione, era coperto da un impegno formale dell’impresa costruttrice a riconoscere un contributo alla Fondazione da impiegarsi per l’acquisto di attrezzature. Un contributo da darsi in due rate, l’impresa ha avuto i problemi che hanno avuto tante imprese dovuti alla crisi in questo settore, quando sono andato via, la prima tranche non era stata ancora erogata”.

Insomma caso di ristrutturazione a sua insaputa quella del cardinale?, chiede Minoli: “Mah, non mi risulta che ci sia un obbligo per i cardinali o gli alti prelati che hanno diritto all’abitazione di servizio in Vaticano di concorrere alle spese di ristrutturazione. Il fatto che il cardinale abbia deciso con i propri risparmi di coprire questa ristrutturazione dimostra invece che non era a sua insaputa, ma sapeva benissimo quello che faceva e mi permetto di sottolineare l’intenzione con la quale l’ha fatto”.