Chi il “complice” della pedofilia: il celibato o l’omosessualità? Duello tra Bertone e i gay

Pubblicato il 13 Aprile 2010 16:34 | Ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2010 16:34

Non si arresta la ricerca frenetica di un colpevole, di una causa che spieghi in qualche modo il fenomeno pedofilia che ha investito la Chiesa: dopo il celibato dei preti, ultimo imputato sotto accusa è ora l’omosessualità.

Ad emettere la sentenza di colpevolezza, quella che mette in relazione la pedofilia con i gusti sessuali rivolti a una persona del proprio sesso, è proprio uno dei membri più autorevoli di quella Chiesa scossa dalle polemiche: il Segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone. Il cardinale, infatti, durante una conferenza stampa a Santiago del Cile, dove si trova in visita in questi giorni, ha dichiarato ieri che il problema della pedofilia nella Chiesa è legato all’omosessualità e non al celibato dei preti, imputato precedente contro il quale molti si erano invece scagliati nelle scorse settimane.

La tesi di Bertone. “Numerosi psichiatri e psicologi hanno dimostrato che non esiste relazione tra celibato e pedofilia, ma molti altri – e mi è stato confermato anche recentemente – hanno dimostrato che esiste un legame tra omosessualità e pedofilia, ha sottolineato, questa è la verità e là sta il problema”. “Si tratta di una patologia che interessa tutte le categorie sociali e anche i preti in percentuali minori. Il comportamento dei preti in questo caso e’ scandaloso”, ha riconosciuto il ‘numero due’ del Vaticano, rispondendo a una domanda relativa all’ipotesi che l’abolizione del celibato potesse metter fine ai casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti.

La protesta delle associazioni cilene in difesa dei gay. Un’affermazione che ha suscitato l’immediata reazione delle associazioni cilene in difesa dei diritti degli omosessuali. “Né Bertone, né il Vaticano hanno l’autorità morale” per offrire lezioni di sessualità, ha dichiarato Rolando Jimenez, presidente del movimento per l’integrazione e l’emancipazione degli omosessuali in Cile. “Si tratta di una strategia perversa del Vaticano che cerca di fuggire dalle proprie responsabilità” in relazione agli scandali di pedofilia.

Le associazioni gay in Italia. L’eco delle polemiche è giunta anche in Italia, dove fanno quadrato tutte le associazioni gay. Il presidente di Gaynet e neo consigliere regionale dell’Idv, Franco Grillini, definisce “gravissime” le affermazioni del segretario di Stato vaticano “per l’accostamento che fa tra omosessualità e pedofilia”. Un accostamento, aggiunge, “del tutto destituito di fondamento, perché, come ognuno sa, i casi di pedofilia si concentrano soprattutto nelle strutture educative cattoliche e nella famiglia tradizionale, come dimostra il 90% dei casi giudiziari di violenza sui minori”.

“L’equazione omosessualità-pedofilia, falsa, ignobile e anti-scientifica, e’ un’affermazione disonesta che colpisce la vita e la dignità di milioni di persone gay e lesbiche, confermando il cinismo, la mancanza di scrupoli e la crudeltà di quelle stesse gerarchie vaticane che hanno coperto per anni i crimini sessuali perpetrati in tutto il mondo da esponenti della chiesa contro la vita di migliaia di bambini e bambine innocenti”, è poi la dura reazione dell’Arcigay, che si definisce indignata a nome di tutti i gay per le parole di Bertone e aggiunge: “Non tenti la Chiesa di trasferire le sue colpe sulla pelle di altre persone innocenti, e pensi piuttosto a interrogarsi sulla sua mancanza di umanita’” .

La reazione del Pd. Una tesi, quella proposta da Bertone contro la quale si sono scagliati anche alcuni esponenti politici. Oltre a Grillini, a criticare aspramente le parole del Segretario di Stato vaticano è stata, infatti, la deputata del Partito democratico Paola Concia, che ha espresso “indignazione” verso le dichiarazioni del cardinale: “E’ davvero sconfortante – ha detto – che ancora oggi eminenti rappresentanti della Chiesa cattolica si lascino andare ad analisi così grossolane, proponendo tesi sbagliate e dannose”.

Che la tensione sia sempre alta sul tema pedofilia è testimoniato anche dalle scritte oscene comparse sulla casa natale di Benedetto XVI, a Marktl in Baviera. Le categorie sotto esame, intanto, si indignano e le polemiche aumentano: il celibato dei preti non può forse essere una motivazione necessaria nè sufficiente a spiegare un fenomeno dilagante quale quello della pedofilia all’interno della Chiesa, come sostenuto da Bertone, ma anche l’omosessualità appare una motivazione contestata e “debole” allo stesso modo, associazioni “corporativiste” a parte. Un’altra equazione sbagliata, dunque. Una sola certezza: l”effetto è ignobile, la reale causa, incerta.