“Bin Laden martire”: al Qaeda promette altro sangue. Il messaggio è autentico?

Pubblicato il 6 Maggio 2011 20:14 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2011 20:22

Bin Laden

NEW YORK – L’autenticità non è provata, ma l’ammissione di al Qaeda è stata data in pasto al web: Osama bin Laden è morto anche per la “base” del terrore. E’ Site, l’organismo americano che si occupa del monitoraggio dei siti jihadisti, a dare la notizia che gli Stati Uniti si aspettavano da giorni, dopo il blitz dei Navy Seals che ha definitivamente eliminato il nemico numero uno, il padre dell’11 settembre.

Proprio con un messaggio in arabo che inneggia a sangue e martiri, ritorna la minaccia terrorista per Washington a soli 4 giorni dall’annuncio trionfalistico del presidente Barack Obama che aveva detto: “Osama bin Laden è morto, giustizia è stata fatta”.

Sepolto il capo, la sua organizzazione non vuole soccombere e non ha intenzione di sparire. Al Qaeda giura vendetta contro gli americani in nome del “martirio” di Osama: ” La loro felicità si trasformerà in dolore, e il loro sangue si mischierà alle loro lacrime”. Secondo la Cnn ci sarebbe anche un esplicito riferimento ad attentati in occasione del decimo anniversario dell’11 settembre.

Poi il comunicato datato tre maggio e firmato “Comando generale di al Qaeda” prosegue così:  ”In un giorno storico per la grande Nazione Islamica…il mujahid sheikh Abu Abdullah Osama bin Mohammed bin Laden, Dio abbia misericordia di lui, è stato ucciso sul sentiero su cui altri si erano avviati prima di lui e che altri continueranno a percorrere dopo di lui”.

Il sangue dello sheikh Osama ”non sarà stato versato invano” e ”rimarrà, con il permesso di Allah l’Onnipotente, una maledizione che insegue gli americani e i loro agenti, dentro e fuori dei loro Paesi”.

Il messaggio è tutto per i pakistani che sono esplicitamente invitati ”a sollevarsi con forza, per ripulire il loro Paese dagli americani” e a ”ribellarsi, per lavare questa onta che gli è stata inflitta da una banda di traditori e ladri”.

Non c’è ancora nessuna dimostrazione che questa ammissione web sia scritta davvero dal cuore di al Qaeda e non c’è nessun riferimento o indicazione precisa su chi prenderà il posto di Bin Laden come guida dell’internazionale del terrore.

Manca anche un accenno ad al Zawahiri, il medico egiziano sessantenne e numero due di al Qaeda, e questo potrebbe essere un elemento importante per prendere con il dovuto distacco questo messaggio.

Tra gennaio e aprile Zawhari ha diffuso cinque messaggi audio che volevano dimostrare che le rivolte arabe degli ultimi mesi hanno una ispirazione jihadista. Se è vero, come sostengono i sauditi che il medico ha tradito Osama vendendolo all’intelligence Usa perché non appare adesso e non annuncia personalmente vendetta? Se vuole prendere il posto di Bin Laden quale occasione sarebbe migliore di questa? John Brennan, consigliere del presidente Obama per la lotta al terrorismo, sostiene che Zawhari ”ha molti detrattori all’interno dell’organizzazione e  che li vedremo iniziare a divorarsi tra loro”. E poi, secondo Brennan, ”il numero due, Zawahiri, non è carismatico”.

C’è chi sostiene che il leader di al Qaida nella penisola araba (Aqap) Anwar al-Awlaki, nato negli Stati Uniti, abbia maggiori possibilità di prendere il comando al posto di bin Laden, anche perché la sua “cellula” ha acquisito particolare ”prestigio” fra i jihadisti negli ultimi tempi.

A questi dubbi per ora non c’è una risposta, ma di sicuro per ora ci sono due elementi: se il messaggio si rivelerà davvero di al Qaeda sentiremo ancora la voce di Bin Laden in una registrazione piuttosto recente e con riferimento alla cosiddetta “primavera araba” e comunque vada la Cia per bocca di Leon Panetta ha già annunciato: “La guerra al terrore non è finita, il nuovo capo di al Qaeda sarà il nostro nemico numero uno”.