Bob Dudley, ad British Petroleum fu avvelenato per settimane da 007 russi?

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 maggio 2018 5:55 | Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2018 20:27
Bob Dudley, ad British Petroleum fu avvelenato per settimane da 007 russi?

Bob Dudley, ad British Petroleum fu avvelenato per settimane da 007 russi?

MOSCA – Nel 2008, Bob Dudley, amministratore delegato della BP, British Petroleum, mentre viveva in Russia sarebbe stato avvelenato dal servizio segreto russo, per diverse settimane. E’ quanto afferma un ex collega e aggiunge che il Ceo fu costretto a scappare dal Paese dopo che nel sangue fu rilevato il veleno.

Le voci secondo cui Dudley era stato avvelenato, avevano iniziato a circolare nel 2014, sei anni dopo il presunto incidente: all’epoca era ancora dirigente del gigante petrolifero, che gestiva una joint-venture denominata TNK-BP.

Un articolo del New Yorker, pubblicato quell’anno, sosteneva che Dudley stava diventando paranoico, che il suo ufficio era infestato e si sentiva male dopo aver mangiato cibo fornito dalla società.

Lo stesso articolo sosteneva che Dudley, saputo che la polizia sarebbe andata a cercarlo il giorno successivo, aveva lasciato la Russia nel luglio 2008. Dopo aver vissuto nove anni nel Paese, era scappato in una zona sconosciuta in Europa.

Zaslavskiy ha detto che la Russia aveva intenzione di defenestrare Dudley, per cui avrebbe ordito un complotto per avvelenarlo lentamente. Parlando al Daily Telegraph, ha riferito: “Hanno deciso di mandargli un messaggio avvelenando il cibo. Ovviamente non potremo mai provare chi lo ha avvelenato”. Oltre a Dudley, Zaslavskiy ha sostenuto che erano stati presi di mira circa 150 impiegati di TNK-BP.

Secondo l’ex dipendente, nel corso di una lotta di potere al TNK-BP i lavoratori furono molestati dai servizi segreti russi. La società, fu infine venduta alla Russia quattro anni dopo il presunto avvelenamento.

Dudley, diventato amministratore delegato di BP nel 2010, ha stretto la mano a Putin dopo aver siglato l’accordo; Zaslavskiy ritiene che il servizio segreto russo fosse l’unico in grado di avvelenare Dudley. Ha detto al quotidiano: “Non conosco i sintomi, ma so che erano sufficienti a sollecitare preoccupazione. Non era una semplice intossicazione alimentare e andava avanti da settimane. L’avvelenamento, affinché Dudley non morisse, doveva essere fatto da professionisti. Intendevano soltanto mandare un messaggio”.

Il presunto incidente è accaduto a due anni di distanza dall’assassinio di Alexander Litvinenko, che morì dopo aver bevuto del tè con polonio radioattivo 210. Zaslavskiy ha sostenuto che a confermare le voci sull’ex collega è stata una “fonte attendibile vicina a Dudley”, ma non sanno quale veleno abbia assunto.

Zaslavskiy, che ora lavora alla Free Russia Foundation, un gruppo di esperti anti-Putin negli Stati Uniti, ha accusato l’MI6 di non aver fatto di più in quella circostanza. Le affermazioni arrivano dopo che Dudley, di recente ha detto scherzosamente ai giornalisti che dovrebbero “stare alla larga dalla Russia”.

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