Bonatti, i vertici condannati per sequestro di 4 dipendenti in Libia. Due morirono

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 gennaio 2019 15:42 | Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2019 15:42
Bonatti, i vertici condannati per sequestro di 4 dipendenti in Libia. Due morirono

Bonatti, i vertici condannati per sequestro di 4 dipendenti in Libia. Due morirono (Nella foto Ansa, Salvatore Failla e Fausto Piano)

ROMA  – I vertici della società Bonatti sono stati condannati dal tribunale di Roma per il sequestro di quattro dipendenti in Libia nel 2015, sequestro costato la vita a due dei rapiti, Salvatore Failla e Fausto Piano. 

 

Il giudice per l’udienza preliminare di Roma ha condannato ha anche dato il via libera al patteggiamento per l’ex responsabile della Libia della società nel procedimento legato al rapimento di quattro tecnici italiani. Sono tutti accusati di cooperazione colposa nel delitto doloso.

Il giudice, al termine di un processo con rito abbreviato, ha condannato a 1 anno e dieci mesi Paolo Ghirelli, presidente della Bonatti, e i componenti del consiglio di amministrazione Dino Martinazzoli e Paolo Cardano. Per tutti la pena è sospesa. Rinviato a giudizio l’altro amministratore Giovanni Di Vicenzo, che ha optato per il rito ordinario. Per Dennis Morson, responsabile in Libia della Bonatti, ok al patteggiamento sempre ad un anno e 10 mesi di reclusione (pena sospesa).

La società ha anche ricevuto una sanzione da 150mila euro in base alla legge 231 in tema di responsabilità degli enti. Secondo il giudice di piazzale Clodio, la Bonatti ha omesso di predisporre il documento di valutazione dei rischi relativo all’attività all’estero di suoi dipendenti per raggiungere il luogo di lavoro e nel caso specifico a Mellita in Libia. 

La società e gli amministratori della Bonatti “prendendo doverosamente atto della decisione” del gup di Roma, si dichiarano “fiduciosi che nel giudizio di appello, che sarà prontamente proposto, emergerà la mancanza di qualsiasi loro responsabilità, considerato anche che la prospettazione giuridica dei fatti sottoposta all’esame del gup dalla Procura di Roma deve ritenersi nuova ed è meritevole sicuramente di ulteriori riflessioni da parte degli interpreti”. E’ quanto afferma in una nota la società con sede a Parma.

“Bonatti ha da sempre dedicato la massima attenzione e cura a garantire la sicurezza del proprio personale – prosegue la nota – raggiungendo risultati di eccellenza e riconoscimenti da una industria particolarmente esigente nel campo della salute e sicurezza quale è quella del ‘Oil & Gas’ nella quale opera. Pur non condividendo l’esito del giudizio di primo grado, la società conferma la sua vicinanza alle famiglie dei dipendenti deceduti nei tragici fatti”, conclude la società.  

Contestualmente i pm della Procura di Roma hanno chiuso le indagini, atto che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio, sui tre cittadini libici appartenenti all’Isis accusati di avere sequestrato quattro tecnici della società Bonatti il 19 luglio del 2015. Nei loro confronti il pm Sergio Colaiocco contesta il reato di sequestro di persona con finalità di terrorismo aggravato dalla morte di ostaggi in quanto due dei sequestrati, Fausto Piano e Salvatore Failla, morirono il 3 marzo del 2016 nel corso di “un conflitto a fuoco con soggetti terzi”.

I tre libici, Youssef Aldauody, Ahmed Dhawadi e Ahmad Elsharo, furono arrestati in Libia il 16 marzo dello scorso anno e ammisero le loro responsabilità. I tre si trovano già in carcere a Tripoli per altri reati. Nella confessione i tre hanno raccontato che il piano di rapimento era stato messo a punto al fine di ottenere soldi per finanziare l’organizzazione terroristica.