Boris Nemtsov ucciso in agguato a Mosca. Era leader opposizione Putin VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2015 23:45 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2015 16:26
Boris Nemtsov, leader opposizione anti Putin, ucciso. Agguato vicino Cremlino

Boris Nemtsov, leader opposizione anti Putin, ucciso. Agguato vicino Cremlino

MOSCA – Il leader dell’opposizione russa Boris Nemtsov, è stato ucciso in un agguato mentre passeggiava nel centro di Mosca, davanti al Cremlino. Nemtsov, leader dell’opposizione a Vladimir Putin ed ex vicepremier liberale all’epoca della presidenza Eltsin, è stato centrato da quattro colpi d’arma da fuoco alla schiena. 

Nemtsov è stato colpito dai sicari, scesi da un’automobile, nelle immediate vicinanze del Cremlino. Al momento dell’attentato era in compagnia di una donna, una giovane modella ucraina sua amica.

“E’ un omicidio crudele ed una provocazione” è il primo commento di Vladimir Putin. Difficile, però, che le dichiarazioni di Putin, che seguirà in prima persona le indagini, possano fermare sospetti e polemiche su quanto accaduto.

5 x 1000

Secondo quanto dichiarato da alcuni suoi collaboratori, Nemtsov stava per pubblicare un dossier sulla presenza di truppe russe in Ucraina, rivelando particolari molto compromettenti per Putin e il suo governo.

Nei giorni scorsi, il leader dell’opposizione russa aveva anche affermato di temere di essere ucciso. Ad una precisa domanda di un giornalista – “Teme che Putin voglia ucciderlo?” – Nemtsov aveva risposto letteralmente: “Spero di no, ma i timori restano…”.

Fisico di formazione, Nemtsov aveva 55 anni e nella seconda metà degli anni ’90 era stato indicato come un possibile delfino di Boris Ieltsin per succedergli al Cremlino.  Già governatore di Nizhni Novgorod, era arrivato a ricoprire importanti incarichi di governo a Mosca imponendosi come un riformatore.

Più tardi aveva fondato l’Unione delle Forze di Destra – una formazione liberale – assieme all’ex premier Serghiei Kirienko e all’altro ex vicepremier Anatoli Ciubais, ma a differenza di questi fin dai primi anni 2000 si era poi schierato in una trincea di forte e aperta critica nei confronti di Vladimir Putin. Con il presidente in carica – da lui accusato di autoritarismo – ha duramente polemizzato in tutti questi anni, seppure da posizioni minoritarie nel Paese.