Brasile, 19enne picchiata e insultata in strada: le incidono una svastica sulla pelle

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 ottobre 2018 16:18 | Ultimo aggiornamento: 11 ottobre 2018 16:18
Brasile, 19enne picchiata e insultata in strada: le incidono una svastica sulla pelle

Brasile, 19enne picchiata e insultata in strada: le incidono una svastica sulla pelle

PORTO ALEGRE – Indossava una maglietta con la scritta “EleNão!” (Lui no!, ndr), lo slogan delle donne contrarie a Jair Bolsonaro, il candidato di estrema destra alle presidenziali brasiliane. Per questo una ragazza di 19 anni è stata brutalmente assalita, insultata e poi sfregiata con una svastica sul fianco.

L’atroce violenza si è consumata lunedì sera a Porto Alegre, nello Stato di Rio Grande do Sul, Brasile. La diciannovenne stava aspettando l’autobus nel quartiere Cidade Baixa, quando è stata aggredita da tre uomini. Prima l’hanno insultata, poi sono arrivati i calci e i pugni. Infine l’hanno immobilizzata, mentre uno dei tre le incideva il simbolo nazista sulla pelle.

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza si è subito attivato per analizzare le riprese delle telecamere di sicurezza installate nella zona, ma non è ancora riuscito a ritrovare le immagini relative all’esatto momento dell’aggressione. Per l’ispettore che segue il caso, Paulo Cesar Jardim, non crede all’azione di un gruppo di estrema destra. “Gli assalitori sono probabilmente persone senza conoscenza di questa simbologia”, ha detto. “Sono andato a vedere su Google e il disegno che hanno fatto sulla sua pancia è un simbolo buddista di armonia, di amore, di pace e di fratellanza”, ha aggiunto suscitando grande clamore nel Paese.

Di tutt’altro avviso è Gabriela Souza, l’avvocato della ragazza. “Questo è un atto omofobo ed è stato fatto allo scopo di intimidirla. E’ stata colpita fisicamente ed emotivamente, e questo è avvenuto in un ovvio contesto politico”, ha detto. 

Anche secondo la giornalista brasiliana Ady Ferrer non è escluso che si sia trattato di una aggressione omofoba. La ragazza portava uno zaino con la scritta Lgbt e la svastica, fa notare la giornalista, è “il simbolo di uno dei regimi più crudeli della storia, che ha ucciso ebrei, zingari, comunisti e omosessuali”. “Un segno di oppressione e minaccia non solo agli omosessuali ma a tutte le minoranze del Paese”, ha concluso.