Brasile, ex presidente Lula sotto inchiesta per presunta corruzione

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 luglio 2015 22:53 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2015 0:40
Brasile, ex presidente Lula sotto inchiesta per presunta corruzione

L’ex presidente del Brasile, Luiz Ignacio Lula da Silva

BRASILIA – La procura di Brasilia ha aperto un’inchiesta contro l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva per un caso di “presunto traffico di influenze illecito” a seguito della violazione delle leggi anticorruzione. Le indagini puntano a verificare se Lula abbia utilizzato la propria influenza per agevolare il colosso delle costruzioni brasiliano Odebrecht nella realizzazione di lavori con governi esteri, in particolare in America Latina e Africa.

A rivelare le indagini era stato un mese fa il settimanale Epoca, secondo il quale Lula avrebbe fatto pesare il suo prestigio sulla Banca nazionale di sviluppo economico e sociale (Bndes), sollecitando la concessione di ingenti prestiti per il gruppo Odebrecht.

Lo scorso 19 giugno la polizia ha arrestato il presidente del gruppo, Marcelo Odebrecht, e un altro imprenditore, Otavio Marques de Azevedo. Odebrecht sarebbe stato indicato da molti testimoni come uno dei capi del cartello di imprese che ottenevano appalti pubblici in cambio di mazzette a politici.

Le indagini su Lula sono state avviate lo scorso 8 luglio ma sono state rese note soltanto oggi. I primi sospetti sull’esistenza dell’inchiesta sono emersi qualche settimana fa, quando la procura chiese informazioni all’Istituto Lula – ong di San Paolo presieduta dallo stesso ex capo dello Stato – proprio in merito ai finanziamenti e ai rapporti tra Odebrecht e la Bndes.

L’Istituto Lula si è detto sorpreso per la “rapidità” con la quale le indagini hanno portato all’apertura dell’inchiesta, facendo inoltre notare che l’ex presidente ha già consegnato tutte le informazioni richieste finora dalla pm Mierlla de Carvalho Aguiar. Anche più di quanto sollecitato, ha puntualizzato l’Istituto, ricordando che la pm ha avuto “poco tempo” per verificare la documentazione. “Siamo assolutamente certi – ha concluso l’ong – sulla legalità e correttezza di tutte le nostre attività”.