Brasile: si moltiplicano chiese cristiane 'gay frendly'

Pubblicato il 28 Aprile 2012 18:31 | Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2012 22:17

SAN PAOLO, 28 APR – Sono sempre di piu' e crescono a ritmo accelerato le chiese evangeliche per omosessuali in Brasile a discapito dei cattolici e della stragrande maggioranza dei battisti che si oppongono strenuamente ad accogliere fedeli gay in un tempio cristiano. Un sondaggio brasiliano indica che adesso esistono gia' piu' di dieci congregazioni religiose ''homosex-frendly'' su tutto il territorio nazionale, con una quarantina di missioni sparse per il Paese. E continuano ad ingrandirsi a vista d'occhio.

''Il numero di frequentatori delle nostre chiese che definiamo 'inclusive' supera i diecimila fedeli – afferma il carioca Marcos Gladstone, di 36 anni, che con il suo compagno Fabio Inacio, di 31, ha fondato a Rio de Janeiro la ''Igreja Crista Contemporanea'' (Chiesa Cristiana Contemporanea) – Questo numero deve raddoppiare nei prossimi cinque anni. Nelle chiese conservatrici i gay sono obbligati a nascondere le proprie opzioni sessuali. Se scoperti, vengono espulsi o, eventualmente, sono sottoposti a trattamenti di 'conversione', per trasformarli in eterosessuali. Nella nostra chiesa e' tutto libero''.

La maggior parte dei membri delle chiese gay in Brasile e' composta da maschi (70%), includendo le coppie, ma tutti i GLBT (gay, lesbiche, bisessuali, transgender) in un termine inventato per la Parata Gay di San Paolo, la piu' grande del mondo con tre milioni di componenti) che frequentano i riti, sono dei piu' diversi livelli sociali. Si calcola, secondo dati ufficiali dell'Ibge (il maggiore istituto brasiliano di statistica) che esistono in Brasile 60 mila coniugi omosessuali ufficiali. Secondo ong del ramo il numero di gay brasiliani e' arrivato ai 10 milioni di persone su un totale di 200 milioni.

''Con un discorso che predica la tolleranza, queste chiese permettono la manifestazione della fede, nella tradizione cristiana, indipendentemente dall'orientamento sessuale – osserva Fatima Weiss, ricercatrice dell'Universita' di Santa Catarina, che segue l'emancipazione del settore dal 2008 – La crescita del numero di frequentatori di queste chiese inclusive accompagna la diminuzione del preconcetto nell'opinione pubblica e la creazione di politiche di lotta all'omofobia''.

Queste chiese, concentrate specialmente sull'asse San Paolo-Rio, devono vedersela con una forte resistenza delle comunita' cattoliche ed evangeliche convenzionali (secondo un studio della Fondazione Getulio Vargas attualmente questi credi rispondono rispettivamente per il 68% e il 20% della popolazione totale brasiliana). Nonostante professino il celibato prima del matrimonio e la monogamia dopo, non sono ancora state riconosciute da nessuna chiesa tradizionale.

''Secondo la Bibbia l'omosessualita' e' peccato – tuona Silas Malafaia, fondatore della ''Assembleia de Deus'', una delle maggiori chiese evangeliche brasiliane – Nelle nostre chiese un gay non entra, a meno che non voglia trasformarsi in eterossessuale. E' una regola di Dio. Ho molti casi di ex gay nelle nostre comunita'''.

L'omosessuale pernambucana Lanna Holder, di 37 anni, e' la fondatrice a San Paolo della ''Comunita' Citta' Rifugio'', chiesa derivata dall'Assembleia de Deus che promuove una volta al mese degli affolatissimi balli funk (le baladas di Michel Telo') chiamati ''Eletro Gospel'', dove le bevande alcoliche non sono permesse. E, visto il terreno proficuo, e' gia' entrata in Brasile la chiesa pentecostale della 'Comunita' Metropolitana', proveniente dai quartieri gay americani di San Francisco.