Buccaneer/ Pirati somali. Il ministro Frattini nega l’esistenza di una trattativa sottobanco per la liberazione degli ostaggi

Pubblicato il 9 giugno 2009 16:10 | Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2009 16:38

«L’Italia è disponibile a formare il personale di polizia e delle guardie costiere somale, ma con i pirati non è in corso alcuna trattativa sottobanco». A parlare è il ministro degli Esteri Franco Frattini durante un incontro con il Gruppo internazionale di contatto per la Somalia che si è svolto alla Farnesina, la sede del ministero a Roma.

Frattini ha assicurato al primo ministro somalo Omar Abdirashid Ali Sharmarke, presente all’incontro,«il massimo impegno per fronteggiare i pericoli per la sicurezza e la circolazione nel Golfo di Aden e per stabilizzare politicamente la Somalia».

Frattini parla del Buccaneer. Per liberare il rimorchiatore italiano nelle mani dei pirati somali dallo scorso 11 aprile, il ministro spiega che «la nostra nave è in mare accanto ad altre. Questo rende difficile qualsiasi azione che preveda l’uso della forza. La situazione del Buccaneer è più complicata se la paragoniamo alle operazioni svolte dagli americani o dai francesi relative alla liberazione di altri equipaggi in mano ai pirati somali  in cui vi erano due o tre ostaggi, mentre qui abbiamo molte decine di persone a bordo».

Quanto alla trattativa, ha aggiunto il ministro, «è solo politica. L’Italia si affida alle autorità di governo, a quelle centrali e a quelle locali, e non ci sono trattative sottobanco. Il problema della pirateria dipende dalla crisi politica e socio-economica sulla terraferma, non nel mare», concludendo che l’Italia «è pronta ad aumentare i suoi sforzi e sostiene tutte le iniziative internazionali contro la pirateria».