Intrigo in salsa buddista: il probabile successore del Dalai Lama sarebbe una “spia cinese”

Pubblicato il 9 Febbraio 2011 17:01 | Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2011 17:06

Ughyen Trinley Dorje

ROMA – C’è aria da Guerra Fredda nel Tibet buddista, con Ughyen Trinley Dorje, possibile successore del Dalai Lama, accusato di essere una “spia cinese”.

Il tutto ha avuto inizio alla fine dello scorso gennaio, quando in giovane monaco capo di una setta tibetana con la carica di Karmapa Lama,Ughyen Trinley Dorje appunto, è stato arrestato in un monastero in India con valigie piene zeppe di soldi.

Il religioso buddista è stato arrestato dalla polizia che ha sequestrato nel suo antico monastero vicino a Dharamsala, nel nord dell’India, valuta indiana e straniera per un valore di un milione di euro. Tra le banconote, stipate in grosse valigie nella cella, sono stati trovati anche oltre un milione di yuan (oltre 122 mila euro).

Ughyen Trinley Dorje, 27 anni, che ha assunto il titolo di ”17° Karmapa”, è noto come il ”Lama dal Cappello Nero” per via del nome della setta che guida e che è una quelle quattro del buddismo tibetano. Anche se non appartiene allo stesso lignaggio dell’attuale Dalai Lama, non si esclude un suo ruolo come futuro leader spirituale dei tibetani.

”Questo grosso quantitativo di valuta cinese conferma quello che abbiamo sempre sospettato”, ha detto una fonte al Times of India che oggi riporta la notizia in prima pagina. Secondo l’intelligence indiana, Pechino intende estendere il suo controllo sui monasteri in Arunachal Pradesh e il Ladakh (detto ”Piccolo Tibet”), lungo il confine indo-tibetano e potrebbero ”usare” il Karmapa (riconosciuto da Pechino) per mettere in atto questa strategia.

Il monastero perquisito, che sorge vicino a Dharamsala (sede del governo tibetano in esilio) il terzo per importanza per i tibetani, ha già acquistato diversi terreni nel distretto di Kangra. Per aggirare le leggi che proibiscono l’acquisto di proprietà immobiliari ai profughi tibetani e ai non residenti dello stato dell’Himachal Pradesh, è stato usato come prestanome un contadino indiano nullatenente, secondo quanto emerso da un’inchiesta in corso riguardante transazioni commerciali illegali di terreni.

Due giorni prima la polizia aveva arrestato il ”contabile” e braccio destro del 17° Karmapa Lama, il quale però non ha rivelato l’origine dei fondi neri trovati nella sua cella. Il Times of India mette in discussione anche la misteriosa ”fuga” di Dorje dal Tibet, avvenuta nel 2000 in circostanze misteriose. Il vasto sequestro di valuta indiana e straniera ”potrebbe essere solo la cima di un iceberg” scrive stamattina il quotidiano Mail Today aggiungendo che la comunità dei tibetani che conta oltre 100 mila profughi in India ”ha investito decine milioni di rupie nell’acquisto di terra e nella costruzione di case e monasteri nella città di Dharamsala e nei suoi dintorni.

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