Burkina Faso, golpe e caos: militari al Potere, Parlamento in fiamme

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 ottobre 2014 0:56 | Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2014 22:06

ROMA – Golpe nel Burkina Faso, sull’onda della rivolta popolare contro il regime del presidente Blaise Compaoré, al potere da 27 anni. I militari hanno annunciato di avere sciolto il governo e il Parlamento e di avere imposto il coprifuoco notturno.

Al termine di una giornata, quella del 30 ottobre,  contraddistinta da violente manifestazioni con migliaia di dimostranti che hanno appiccato le fiamme alla sede del Parlamento e assaltato la tv di Stato – almeno una decina i morti – le forze armate hanno poi creato un nuovo organo di transizione, di fatto una giunta.

In mattinata il governo aveva annullato il voto sulla revisione della Costituzione che avrebbe consentito all’uomo forte del Paese di prolungare ulteriormente il proprio mandato. Ma in serata la situazione si era ulteriormente complicata con il rais che aveva decretato lo stato d’emergenza, aveva affermato di avere sciolto l’esecutivo e di avere avviato “consultazioni con l’opposizione”.

Dopo giorni di manifestazioni il Paese africano è oramai nel caos: Stati Uniti, Unione europea e Unione africana hanno espresso la loro preoccupazione e hanno invitato alla calma. Anche le Nazioni Unite hanno chiesto di porre fine all’uso della violenza e ad utilizzare il dialogo per risolvere tutte le questioni in sospeso. Nelle prossime ore è atteso a Ouagadougou il rappresentate speciale del segretario generale Ban Ki-moon. Timori di un golpe militare si erano diffusi in giornata quando – stando ad alcune fonti – si era parlato di trattative in corso tra i militari e i manifestanti.

Secondo testimoni l’assalto dei manifestanti ai palazzi governativi, sarebbe stata resa possibile anche grazie al fatto che gli uomini delle forze dell’ordine, dispiegati a protezione dell’edificio, non si sono opposti, ma si sarebbero uniti agli attaccanti. E c’è attesa anche per l’annunciato discorso alla nazione dell’ex ministro della Difesa, il generale Kouamé Lougué, destituito nel 2003 con l’accusa di volere deporre il padre padrone del Burkina Faso. Accanto a lui potrebbe esserci Kaborè Boukary, che fu il braccio destro dell’ancora oggi idolatrata presidente Thomas Sankara, del cui omicidio è stato sempre sospettato Compaoré, ma mai formalmente accusato.

Incerta anche la sorte di Francois Compaoré, fratello del presidente che, secondo alcune fonti, si era recato all’aeroporto internazionale di Ouagadougou per cercare di partire verso la Costa d’Avorio, ma che sarebbe stato bloccato dai manifestanti. E dopo Ouagadougou le proteste hanno toccato anche la seconda città del Paese, Bobo Dioulasso con i dimostranti che hanno appiccato le fiamme al municipio e alla sede del partito di governo e hanno assaltata anche la casa del sindaco e quella del portavoce di governo, Alain Edouard Traore, secondo testimoni.

L’ambasciatore italiano in Costa D’Avorio (sede diplomatica che ha anche la competenza sul Burkina Faso) Alfonso Di Riso ha reso noto che sono 200 gli italiani presenti nel Paese africano.”Siamo costantemente in contatto da qualche giorno con loro per segnalare i rischi di questo momento anche con sms e email che danno suggerimenti e consigli per spostamenti nel Paese – ha detto a Radio24 – ovviamente in stretto contatto con l’Unità di crisi e con altri Paesi dell’Unione Europea che hanno ambasciate là. Abbiamo consigliato ai connazionali è di non muoversi da casa, soprattutto nella giornata di oggi, ma anche nelle prossime ore”.