Incendi in Russia, si mobilita l’esercito: 29 morti

Pubblicato il 31 luglio 2010 15:15 | Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2010 18:28

L’eccezionale ondata di caldo che imperversa da oltre un mese in tutta la Russia centrale, con picchi mai vissuti nei 120 anni dalla creazione del Centro meteorologico nazionale, ha fatto mobilitare l’esercito in tutte le regioni devastate dagli incendi.

Ben 240.000 soldati e 300 mezzi militari – ha annunciato il ministro della Difesa, Anatoli Serdiukov, in un incontro a Mosca con il premier Vladimir Putin – sono stati mobilitati per aiutare i pompieri contro un fuoco che cresce ogni giorno attorno alle città, mentre decine di migliaia di russi vengono evacuati dalle loro case sempre più in pericolo.

Ieri il presidente Dmitri Medvedev aveva appunto ordinato all’esercito di ”fare tutto il necessario” per aiutare la popolazione, mentre lo stesso Putin aveva scelto i villaggi attorno a Nizhni Novgorod, colpiti il giorno prima dalla morte negli incendi di nove abitanti, per promettere nuove case e esortare alcuni governatori ad ”andarsene, se incapaci”.

Oggi è stato evacuato gran parte del centro di Togliattigrad, sul Volga, in pericolo di numerosi incendi dovuti alle aree di verde. Putin è andato al Centro per le situazioni di emergenza della Protezione civile per parlare del problema con il capo dell’ente, Vladimir Stepanov.

”Negli ultimi tempi la situazione è peggiorata anche negli Urali, oltre che nel Volga e nelle regioni centrali europee”, ha detto Stepanov: ”Ci sono oltre 22.000 focolai di incendi”. Più di 1.200 case sono bruciate nelle zone a rischio, ogni giorno molti devono essere evacuati. Ieri almeno 25 persone sono morte in vari incendi nel giro di 24 ore, vicino alle città di Mosca, Nizhni Novgorod, Ryazan, Voronesh. Oggi se ne sono aggiunti altri 4 e il bilancio è salito a 29. Il caldo durerà almeno per i prossimi quattro giorni, prevedono i meteorologi.