Cambogia/ Il ghetto dei malati di aids. Protestano le organizzazioni umanitarie

Pubblicato il 28 Luglio 2009 16:00 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2009 16:00

Diversi attivisti per i diritti dei malati di aids, hanno accusato il governo cambogiano di aver aperto una “colonia di sieropositivi” all’infuori della capitale Phnom Penh. La lettera è indirizzata a al Primo ministro Hun Sen e al ministro della Sanità Bunheng Mam, e sottoscritta da più di 100 gruppi sia internazionali che nazionali.

Questi gruppi hanno dichiarato di essere profondamente preoccupati  per la vita di queste persone malate: si tratta di quaranta famiglie che sono state spostate in alcuni capannoni di lamiera senza acqua corrente e con scarsi servizi igienici. Lo spostamento di questi malati è avvenuto negli ultimi due mesi e secondo le organizzazioni non governative che hanno sottoscritto la lettera, sarebbe ancora in corso. Le persone dal distretto di Borei Keila, sono state portate a Tuol Sambo, zona soggetta a inondazioni, distante 25 chilometri dalla capitale. «Sono stati raggruppati in alloggi che si trovano lontano da strutture sanitarie, da servizi di sostegno e dai loro posti di lavoro: il governo ha di fatto creato una colonia di Aids», spiega Shiba Phurailatpam, attivista di una rete di sostegno per malati di aids attiva in tutta l’Asia.

La portavoce di Human Rights Watch Rebecca Schleifer, ha aggiunto che le persone malate sono già vulnerabili e ora corrono rischi ancora più gravi a causa del loro sistema immunitario compromesso:«Queste condizioni condannano a morte queste persone, o nel migliore dei casi rappresentano un biglietto per andare all’ ospedale». Protesta anche “Médecins sans frontières“, che accusa il governo di non rispettare gli accordi internazionali sugli alloggi temporanei. Intanto, i funzionari locali hanno dichiarato di essere consapevoli del problema. «Stiamo cercando di portare la l’acqua pulita», ha detto il vice governatore di Phnom Penh, Mann Chhoeun.

Le famiglie sono state sfrattate dalle Borei Keila per dare spazio a uno centro commerciale: l’approvazione del progetto da parte del governo, è stato concesso a condizione che si fosse trovato un posto a tutti i residenti, compresi quelli con malati di Aids.