Canada, il serial killer dei gay che nascondeva le vittime nelle fioriere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 febbraio 2018 20:04 | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2018 20:04
Toronto serial killer gay

Toronto, i resti delle vittime ritrovati nelle fioriere

ROMA – Di età non giovanissima e soprattutto gay. E’ il profilo delle sei vittime i cui resti sono stati trovati in alcune fioriere di abitazioni in un quartiere esclusivo di Toronto, in Canada. Quanto basta per far pensare ad un serial killer.

Persone scomparse da anni e al cui omicida la polizia sembra ora aver dato un nome: Bruce McArthur, 66 anni, di professione giardiniere, arrestato il mese scorso. Le manette sono scattate dopo che gli agenti hanno trovato un uomo incatenato nel suo appartamento.

La polizia lo stava già sorvegliando dopo la scomparsa di una delle vittime poi identificata come un uomo con il quale il giardiniere ha avuto una relazione. Dopo l’arresto il puzzle ha cominciato a ricomporsi e le autorità lo hanno incriminato per un totale di cinque omicidi. Ma potrebbe essere solo l’inizio.

Le autorità ritengono infatti che il ritrovamento dei resti sia solo la punta di un iceberg di numerose e misteriose scomparse nella comunità gay. Di conseguenza si è deciso di riesaminare centinaia di altri casi.

Secondo quanto riferisce la stampa canadese, il giardiniere adescava le sue vittime tramite app dedicate a gay di una certa età e sovrappeso oppure girando in città con il suo furgone. Sul suo profilo si descriveva come alto un metro e 78, del peso di 100 kg e alla ricerca di uomini giovani. “Posso essere un timido finché non ti conosco – si legge – ma sono un romantico sincero”.

Sulla sua pagina di Facebook, invece, aveva messo foto di gatti, figli, nipoti e di lui stesso nei panni di Babbo Natale. I resti delle vittime sono stati trovati in abitazioni nei cui prati McArthur aveva fatto dei lavori. Era solito offrire le sue prestazioni gratuitamente in cambio di spazi nei quali custodire la sua attrezzatura e le fioriere.

Al momento gli inquirenti ne hanno confiscate 15 ma stanno anche esaminando il suolo delle abitazioni per verificare la presenza di eventuali altri resti. La polizia di Toronto, inoltre, è in contatto con altri dipartimenti dell’Ontario e anche oltreoceano per indagare se c’è un legame tra McArthur, che in passato ha lavorato come rappresentante, e alcuni cosiddetti ‘cold case’.