Papua Nuova Guinea, cervello a morsi e zuppe di organi: 29 cannibali arrestati

Pubblicato il 13 luglio 2012 8:44 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2012 8:58

papua nuova guinea SYDNEY – Ventinove persone arrestate in Papua Nuova Guinea con l’accusa di cannibalismo: i 29 appartenevano a una setta. Sono sospettati di aver ucciso almeno sette persone per mangiarne il cervello e preparare zuppe con i loro organi.

Tra i 29 arrestati ci sono anche 8 donne: la setta è formata da un migliaio di membri. Ufficialmente è stata creata per combattere gli stregoni accusati di pratiche malvagie. La credenza nella stregoneria è piuttosto comune in Papua Nuova Guinea: parte della popolazione consulta i “sangoma” (stregone, sciamano) per conoscere la causa di una malattia, di un decesso o per previsioni economiche.

Secondo i giornali che hanno dato la notizia, i membri della setta avrebbero ucciso 7 persone dallo scorso aprile, con coltelli ritenuti dotati di poteri soprannaturali. “Abbiamo mangiato i loro cervelli crudi e asportato parti del loro corpo, come fegato, cuore, pene e altro, per cucinarle”, ha spiegato uno degli arrestati. L’arresto è avvenuto la settimana scorsa nel villaggio di Biamb, distretto di Bogia, provincia di Madang.

Questi arresti seguono quelli della settimana scorsa, quando ne erano stati arrestati altri: la polizia aveva dapprima sospettato che le uccisioni fossero legare al culto del “cargo”, un movimento religioso diffuso in alcune società tribali del Pacifico, basato sulla richiesta di beni delle culture avanzate (i cargo) attraverso rituali magici.

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