Turista tedesco mangiato dai cannibali: giallo in Polinesia

Pubblicato il 18 Ottobre 2011 10:06 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2011 10:08

ROMA – Divorato dai cannibali su un’isoletta polinesiana. Potrebbe essere l’incredibile fine toccata a un avventuriero tedesco, Stefan Ramin, dal 2008 impegnato in un giro intorno al mondo con la fidanzata Heike Dorsch. L’ipotesi, rilanciata da molti giornali britannici, ma smentita dalla polizia che indaga sul caso, pare corroborata dai primi indizi rinvenuti dagli investigatori, in primis i resti umani carbonizzati. L’idillio, per il consulente aziendale 40enne, si è insomma trasformato in un inferno.

Il tutto è iniziato quando la coppia ha attraccato a Nuku Hiva, isola da nemmeno tremila anime, parte della Polinesia francese. Ramin un giorno ha deciso di sperimentare la tradizionale caccia alla capra e si è inoltrato nella foresta con la guida Henri Haiti. Non è più tornato. Haiti, al contrario, si è presentato da Heike e a quanto pare le ha detto che Stefan era stato vittima di un incidente e che aveva bisogno di aiuto. Cosa è accaduto dopo non è chiaro.

Quel che è certo è che la Dorsch dice di essere stata legata a un albero e violentata. Dopo qualche ora è però riuscita a liberarsi e a dare l’allarme. A quel punto una squadra di poliziotti si è inoltrata nella foresta e dopo sette giorni ha scovato in una valle isolata i segni di quel che sembra un “banchetto” in piena regola. Secondo il Bild, infatti, su un’area di diversi metri quadrati sono stati rinvenuti vestiti sparpagliati, le ceneri di un falò, resti umani tra cui denti e del metallo fuso, probabilmente un’otturazione.

”C’era odore di carne bruciata”. Un magistrato avrebbe detto – ma la polizia smentisce – che Stefan è stato probabilmente ucciso e divorato da un gruppo di cannibali. Il giallo però non finisce qui. Henri Haiti è infatti sparito e a dargli la caccia sono arrivati anche i soldati del contingente francese dei territori d’oltre mare. I resti trovati nella valle sono stati intanto spediti a Papeete, la capitale della Polinesia francese, e da li’ portati a Parigi perchè siano svolti i test del dna – l’unico modo per essere certi che quelle ossa appartengano davvero a Stefan.

L’investigatore capo Josè Thorel, basato a Thaiti, non ha escluso l’ipotesi ma ha chiesto di aspettare il risultato dei test. Che potrebbero arrivare fra tre settimane. Nuku Hiva fa parte dell’arcipelago delle isole Marchesi. Nel corso dei secoli sono stati registrati nell’area diversi casi di cannibalismo anche se la pratica sembra essere stata abbandonata da ”alcuni decenni”.