Card. Caffarra, divorziati: “Io contro il Papa? Preferisco si dica che ho l’amante”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2014 14:39 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2014 14:39
Card. Caffarra, divorziati: "Io contro il Papa? Preferisco si dica che ho l'amante"

Card. Caffarra, divorziati: “Io contro il Papa? Preferisco si dica che ho l’amante”

ROMA – Card. Caffarra, divorziati: “Io contro il papa? Preferisco si dica che ho l’amante”. Per l’arcivescovo di Bologna, il cardinal Carlo Caffarra, sentirsi dire che non la pensa come il Papa è il peggiore degli insulti. Per questo non usa mezzi termini e rinuncia alla tradizionale compostezza curiale: “Scusatemi la battuta: avrei avuto più piacere che si dicesse che l’Arcivescovo di Bologna ha un’amante piuttosto che si dicesse che ha un pensiero contrario a quello del Papa”.

Il riferimento è alla sua firma su un libro che contesta l’apertura auspicata dal cardinal Kasper per rimuovere il divieto che nega l’accesso al sacramento dell’Eucarestia ai divorziati risposati. Che il tema della comunione ai divorziati risposati abbia tracciato una linea di demarcazione, un solco sempre più profondo tra conservatori fedeli al dogma e innovatori più inclini alla misericordia, non è un segreto. Al Sinodo straordinario dedicato alla questione le parti si affrontano senza risparmio di colpi, sia pur in punta di dottrina e attraverso l’esegesi contrapposta sui testi sacri e sui fondamenti teologici.

Del resto, e in questo Caffarra non ha torto, è lo stesso Papa Francesco che ha invitato i vescovi a discutere con il massimo della schiettezza (ha usato la parola greca “parresia” a proposito) proprio per evitare autocensure, scrupoli, opportunismi politici. Il Papa argentino sembra propendere per la misericordia perché la comunione non è il sacramento dei “perfetti” ma di quelli in cammino sulla via della verità, non è un segreto.

Tuttavia Francesco vuole non solo un dibattito aperto ma anche decisioni condivise sulle quali ha già detto che non metterà il sigillo della sua autorità, attenendosi alle conclusioni deliberate dal Sinodo. Aggiornamento di una Chiesa millenaria con un Papa “democratico” dunque, e un vescovo subordinato fiero di annunciare che “sono nato papista, sono vissuto da papista e voglio morire da papista!”