Cellula artificiale, Bagnasco benedice: “Segno d’intelligenza umana”. Il Vaticano: “Ma non è vita”

Pubblicato il 21 maggio 2010 9:29 | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2010 17:00

La Cei benedice la creazione della cellula artificiale, per bocca del presidente cardinale Angelo Bagnasco. «E’ un ulteriore segno della grande intelligenza dell’uomo», ha commentato. L’Osservatore romano, però, in prima pagina oggi ammonisce: la cellula artificiale “è un buon motore ma non è vita”. E il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha chiesto alla Commissione Presidenziale per lo Studio della Bioetica di fare delle ricerche sulla cellula artificiale una priorità della sua attività.

Angelo Bagnasco. «Non conosco i termini precisi della questione – ha spiegato il cardinale – ho letto solo i titoli sui giornali questa mattina, ma certamente se le cose stanno così questo è un ulteriore segno dell’intelligenza, dono di Dio per conoscere meglio il creato e poterlo meglio ordinare».

«D’altra parte l’intelligenza non è mai senza responsabilità, quindi ogni forma di intelligenza e ogni acquisizione scientifica deve sempre essere commisurata alla dimensione etica, che ha a cuore la dignità vera di ogni persona nella prospettiva del creato», ha aggiunto.

Monsignor Domenico Mogavero. Nonostante questa apertura a sorpresa, c’era voluto appena il tempo di annunciare la creazione della prima cellula artificiale e subito la Chiesa era scesa in campo a manifestare le prime perplessità. Tra i primi a parlare monsignor  Domenico Mogavero, presidente del consiglio Cei per gli Affari giuridici secondo cui la “vita artificiale” è una “potenziale bomba a orologeria, una pericolosa arma a doppio taglio di cui è impossibile immaginare le conseguenze”.

Intervistato dalla Stampa, monsignor Mogavero sostiene di parlare in nome della “ragione oltre che della fede”, mette in guardia “dagli scenari della vita artificale, dall’uomo bionico creato in laboratorio”. “L’incubo da scongiurare – spiega il vescovo – è la manipolazione della vita, l’eugenetica. La conoscenza sulle origini della vita è troppo importante per essere inficiata dalla fretta. E chi fa scienza non dovrebbe mai dimenticare che esiste un solo creatore: Dio”.

Secondo monsignor  Mogavero, la posta in gioco riguarda il fatto che “sono chiamati in causa sia il futuro dell’uomo sia il senso dell’umano”. “La prospettiva angosciante di un mondo post-umano – conclude – deve obbligarci a uno stop immediato all’anarchia della scienza”.

Monsignor Bruno Forte. Preoccupato per il risultato ottenuto da Craig Venter anche monsignor Bruno Forte, teologo e arcivescovo di Chieti-Vasto. “La preoccupazione – spiega il religioso – si riassume in una domanda: ciò che sarà scientificamente possibile sarà anche eticamente giusto?”.Intervistato dal Corriere della Sera, mons. Forte spiega che la risposta sta “nel parametro che unisce tutti, non solo i cristiani: la dignità della persona umana”.

Tuttavia, aggiunge il presule, “con buona pace di chi pensa che sia pregiudizialmente negativo, l’atteggiamento di fondo della Chiesa è di attenzione e simpatia”, soprattutto perché, afferma, “la prima cosa è l’ammirazione per le capacità dell’intelligenza umana”. Da qui a dire che Venter ha creato la vita, per il presule, ce ne corre.

“In casi simili – spiega mons. Forte – il termine ‘creazione’ è usato nell’accezione comune, non certo teologica. Il senso teologico è tutt’altro: la creazione è ciò che avviene dal nulla. E l’uomo questo non lo fa: parte sempre da qualcosa che c’é”. “Io – afferma inoltre il teologo – distinguo sempre tra scienza e scientismo, la pretesa alienante di voler tutto risolvere e spiegare”