Usa. 100 anni fa moriva il profeta beat William Burroughs, mondo ricorda

Pubblicato il 3 febbraio 2014 10:18 | Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2014 10:18
William Burroughs

William Burroughs

GB, LONDRA – William Burroughs avrebbe cento anni il 5 febbraio. Un bazaar dove tutto e’ in vendita e dove ogni sogno e’ realizzabile, basta trovare i collaboratori giusti. “Wild Boys” in fuga, artisti decadenti, trafficanti d’armi e di droga, criminali, agenti del governo, evasori fiscali e eccentrici beat si rincorrono nell'”Interzona”, un evento sperimentale di teatro umano messo in scena in un luogo segreto di Londra per i 100 anni del grande  lui profeta Beat, autore postmodernista e ispirato alla citta’ surreale immaginata da lui a Tangeri negli anni Cinquanta: un incrocio di “Pasto Nudo” e PunchDrunk, la forma sperimentale di teatro dove il pubblico sceglie che personaggio seguire e dove andare.

“Interzona” e’ uno dei tanti eventi per il primo centenario: conferenze, spettacoli una mostra multimediale dei suoi dipinti a Lawrence, Kansas, la citta’ dove Burroughs visse i suoi ultimi 15 anni (piu’ che in Marocco, Londra, New York, Parigi, Messico), prima di morire a 83 anni, probabilmente per un attacco di cuore. Il profeta di tutte le droghe era nato a St. Louis, Missouri, il 5 febbraio 1914 in una famiglia elitaria del Social Register: una laurea a Harvard, Burroughs fu il protagonista forse più inventivo di quella stagione sociale, politica e culturale che spazzo’ via dalla letteratura – ma anche dal modo di essere di molti – tradizioni e perbenismo, paesaggi tranquillizzanti e buoni sentimenti.

Irrompono con Burroughs – e con i suoi compagni di strada Allen Ginsberg, Jack Kerouak, Lawrence Ferlinghetti e Gregory Corso – il disagio della marginalita’, scenari brutali, duri, descrizioni provocatorie, l’eccesso e la disperazione. L’autore del “Pasto nudo” (1959), il suo libro piu’ famoso,  “Junkie” del resto invito’ i suoi lettori “dallo stomaco delicato” a rivolgersi ad altre fonti letterarie. E poiche’ la scrittura e’ vita, Burroughs stesso si immerse in quel mondo da lui descritto con uno stile allucinato e sulfureo: ex barman, ex detective, appassionato di armi – con una delle quali uccidera’ la moglie Joan Vollmer giocando a “Guglielmo Tell” con un bicchiere d’acqua sulla testa – Burroughs si dedico’ egli stesso alla droga, all’eccesso, all’omosessualita’ dichiarata.

Dopo la morte di Joan nel 1951, Burroughs comincia a viaggiare: a Tangeri, dove incrocia lo scrittore e compositore americano espatriato Paul Bowles, vive in un bordello omosessuale tenuto da un gangster, e poi a Parigi, in America Latina, ancora in Europa e in Africa. Tornato negli Usa, il suo “fil rouge” sono eroina, anticonformismo, una scrittura spericolata e antisociale che segna e graffia irrimediabilmente il lettore, influenzato dai surrealisti, da scrittori come Celine, dalla fantascienza e dal linguaggio forte, spesso utilizzato con il duro accento degli slums. A sua volta influenza cineasti e musicisti rock, da David Bowie a Kurt Cobain.

Burroughs è considerato ”uno dei più politicamente tranciante, culturalmente influente e artista innovatore del ventesimo secolo”. La sua influenza ha modificato una gamma di cultura popolare e letteratura. Ha scritto 18 libri , sei collezioni di racconti e quattro collezioni di saggi. Ha anche collaborato a progetti e registrazioni di numerosi attori e musicisti ed è comparso in numerosi film.