Centrafrica, granate e spari contro cristiani in chiesa: decine di morti

di Eloisa Gallinaro (Ansa)
Pubblicato il 29 Maggio 2014 0:47 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2014 0:47
Centrafrica, granate e spari contro cristiani in chiesa: decine di morti

Centrafrica, granate e spari contro cristiani in chiesa: decine di morti (Foto Ansa)

ROMA – Sangue cristiano continua a scorrere nella Repubblica Centrafricana dove scontri interreligiosi e attentati si susseguono in una crescendo di violenza incontrollabile. Sono almeno trenta, secondo fonti di polizia e testimoni riportate da siti e quotidiani online, le vittime di un attentato contro una chiesa alla periferia di Bangui, in un quartiere abitato da cristiani e musulmani.

I fedeli, raccontano i testimoni, erano raccolti nel cortile della Chiesa Nostra Signora di Fatima quando un gruppo di sconosciuti ha cominciato a lanciare granate e a sparare. Sul terreno sono rimaste decine di corpi. Molti anche i feriti. Centinaia di fedeli si erano rifugiati nel compound della chiesa per sfuggire all’ondata di violenze che insanguina le strade di Bangui. Ma non c’e’ stato scampo.

“Eravamo all’interno della chiesa quando abbiamo sentito sparare fuori – racconta il reverendo Freddy Mboula – e dopo mezzora di fuoco c’erano corpi sparsi ovunque”.

La situazione è tesa nella capitale e scontri sono in corso nei pressi del quartiere musulmano ‘PK-5’, dove sono state erette barricate. Attentati e scontri a sfondo religioso si sono intensificati nelle ultime settimane. Quindici giorni fa erano state 13 le vittime di sanguinosi combattimenti a Kaga Bandoro (300 chilometri a nord di Bangui) tra ribelli fondamentalisti ex Seleka (estromessi da potere cinque mesi fa) e milizie cristiane anti-balaka (anti-machete, in lingua Sango e Mandja), costituite originariamente all’inizio degli anni ’90 in funzione di autodifesa dei villaggi.

A fine aprile, 22 persone, tra cui tre dipendenti di ‘Medici senza Frontiere’, sono state massacrate in un ospedale nel nord-ovest del Paese, in un attacco di musulmani fondamentalisti. Un quadro di tensione che aveva spinto il segretario generale dell’Onu, qualche settimana fa a denunciare che il Paese – scosso da un conflitto e che ha provocato migliaia d morti e centinaia di migliaia di sfollati – è sull’orlo del baratro.

Nel tentativo di mettere un argine alla violenza, il 10 aprile,il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimita’ una risoluzione che istituisce la Missione di stabilizzazione nella Repubblica Centrafricana (Minusca) e autorizza l’invio di 10 mila caschi blu a partire dal 15 settembre 2014. La missione – affiancata anche da un contingente Ue e da una forza francese di 2000 uomini – rimarra’ sul territorio sino al 30 aprile 2015, con possibilita’ del rinnovo del mandato.