Cesare Battisti arrestato in Brasile e rilasciato dopo poche ore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Marzo 2015 23:01 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2015 8:14
Arrestato Cesare Battisti in Brasile. Si ipotizza trasferimento in Francia

Cesare Battisti (Ansa)

ROMA – Arrestato e poi liberato nel giro di poche ore. L’ex terrorista rosso Cesare Battisti è stato arrestato dalla polizia federale brasiliana. Arrestato dopo il provvedimento di allontanamento dal paese dell’ex terrorista ed è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il servizio cooperativo internazionale di Polizia (Scip) e la polizia federale brasiliana. Cesare Battisti è stato liberato poche ore dopo. L’ex terrorista rosso ha lasciato il comando della polizia federale di San Paolo in taxi dopo che il Tribunale regionale federale ha accolto una richiesta di scarcerazione presentata dal suo legale, Igor Sant’Anna Tamasauskas. ”Il caso è stato risolto con celerità e giustizia è stata fatta”, ha detto il legale di Battisti, che ha anche annunciato un’azione legale contro la giudice federale che aveva decretato l’espulsione del suo assistito: ”Non compete ad un giudice di primo grado decidere sulla sua espulsione”, ha detto l’avvocato Tamasauskas.

L’ex militante dei Pac era stato arrestato ieri pomeriggio dalla polizia federale nella sua casa di Embu das Artes, nello stato di San Paolo. Al momento dell’arresto era in compagnia della moglie e della figlia. Battisti non ha opposto resistenza e non è stato ammanettato. La giudice federale Adverci Rates aveva decretato l’espulsione di Battisti, negandogli il rinnovo del permesso di soggiorno per essere entrato in Brasile con documenti falsi.

Dieci giorni fa un tribunale federale aveva deciso l’espulsione di Battisti, negandogli il rinnovo del permesso di soggiorno in relazione alla sua vicenda dei documenti falsi che vennero trovati nella sua casa di Copacabana il giorno in cui l’ex terrorista fu arrestato nel 2007, su richiesta dell’Italia. Da lì la condanna che gli è costata l’arresto in vista della possibile espulsione, nonostante lo status di rifugiato politico concessogli dall’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva il 31 dicembre del 2010, ultimo giorno del suo secondo mandato. Quella decisione impedì l’estradizione in Italia e fece piombare ai minimi storici le relazioni diplomatiche tra l’Italia e il Brasile.