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Cesare Battisti, governo brasiliano lo scarica. Lui: “Italia paese così arrogante”

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Cesare Battisti, governo brasiliano lo scarica. Lui: “Italia paese così arrogante”

SAN PAOLO – Cesare Battisti “ha rotto il rapporto di fiducia” con il Brasile: lo ha detto il ministro della Giustizia brasiliano, Torquato Jardim, in un’intervista a BBC Brasil, lasciando presagire la sua imminente estradizione. E a stretto giro l’ex terrorista dei proletari armati per il comunismo, replica attaccando l’Italia: “E’ un paese così arrogante”, ha detto l’ex terrorista al quotidiano Folha de S.Paulo. A Roma, ha aggiunto, “sono convinti che sia un compito per loro facile portarmi via”. E definisce l’atteggiamento italiano nei suoi confronti, espressione di “orgoglio e vanità”.

La presa di posizione del ministro Jardim arriva a 48 ore dalle notizie circolate nei giorni scorsi secondo cui il presidente brasiliano Michel Temer starebbe prendendo in seria considerazione l’ipotesi di revocare lo status di rifugiato politico a Battisti. “Ha cercato di uscire dal Brasile senza una ragione precisa – ha precisato il ministro verdeoro – dicendo che stava andando a comprare materiale da pesca. Ma ha rotto il rapporto di fiducia perché ha commesso un illecito e lasciava il paese, con denaro oltre il limite consentito, senza motivo apparente”.

Prima di Jardim anche il sindaco di San Paolo, dove Battisti ha stabilito la sua residenza, è intervenuto: “Adesso abbiamo un governo veramente democratico in Brasile e non possiamo dare protezione a un criminale. L’estradizione deve essere fatta”, ha detto dopo aver incontrato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

Battisti, che pochi giorni fa brindava quasi beffardo all’indirizzo dei fotografi, sicuro di sentirsi protetto nel paese sudamericano, insiste in un misto tra lo sfogo e la supplica. Si rivolge al presidente Temer: “Vorrei che il presidente Temer prendesse coscienza profonda della situazione, anche perché ha tutti gli strumenti giuridici e politici per fare un atto di umanità e lasciarmi qui” in Brasile. “La mia arma per difendermi non è fuggire. Mi trovo dal lato della ragione, ho tutto dalla mia parte”, ha sostenuto Battisti.

Secondo Battisti, ci sono “varie ragioni” dietro alla volontà dell’Italia di riaverlo in patria. “Soprattutto nei 15 anni che ho vissuto in Francia, ho approfittato di ogni intervista per denunciare ciò che stava accadendo in Italia. Persone arrestate e scomparse, uccise dalla polizia, suicidi sospetti, la mafia al potere. Io stavo dando fastidio e così hanno creato un mostro, spargendo menzogne e mescolando il tutto con una cosa seria, che è stata la mia partecipazione alla lotta armata, che non nego”, ha detto l’ex membro dei Proletari armati.

“Sono in prescrizione dal 2013 e non si può tornare indietro dopo cinque anni”, ha aggiunto l’ex terrorista, riferendosi alla decisione dell’ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, di concedergli asilo politico nel 2010.

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