Cesare Battisti si sposa in Brasile. Padellaro: “Nozze furbata per cittadinanza”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Giugno 2015 14:27 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2015 14:27
Cesare Battisti si sposa in Brasile. Padellaro: "Nozze furbata per cittadinanza"

Cesare Battisti

SAN PAOLO – Cesare Battisti si è sposato. “Nozze furbata per ottenere la cittadinanza brasiliana ed evitare l’estrazione”, secondo Antonio Padellaro. L’ex terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo), condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi commessi durante gli anni di piombo, è convolato a nozze con Joice Lima, sua compagna da dieci anni. Il matrimonio è avvenuto in Brasile, a Cananeia, piccola località turistica sul litorale di San Paolo, ed è stato celebrato secondo il rito umbandiosta, un culto spiritista afro-brasiliano.

Le nozze religiose non hanno valore legale in Brasile se non vengono anche registrate civilmente, quindi non influiscono su un’eventuale richiesta di estradizione. La notizia ha però scatenato subito le critiche di chi vede questo matrimonio come un modo per ostacolare o impedire una futura richiesta di estradizione da parte dell’Italia.

Tra chi chiede che Battisti torni nel suo Paese per scontare la pena c’è Antonio Padellaro, che ha commentato la notizia del matrimonio dell’ex terrorista con un breve editoriale sul Fatto Quotidiano.

Cesare Battisti si sposa con la fidanzata brasiliana. Auguri, anche se come sempre nella storia infinita di questo signore, perfino il matrimonio nasconde qualcosa di losco: acquisire la cittadinanza della moglie per sfuggire definitivamente alla giustizia italiana che lo ha condannato per quattro omicidi. E, come sempre, le immagini del ridanciano ex terrorista s’incrociano con quelle di Alberto Torreggiani, costretto a vivere sulla sedia a rotelle per le conseguenze della sparatoria in cui fu ucciso il padre e per cui Battisti, come mandante, ha ricevuto l’ergastolo. Sono i due volti dell’ingiustizia che parlano a tutta la società con la lingua biforcuta dell’imbroglio. Così si rovescia il principio morale iscritto nella nostra coscienza prim’ancora che nelle aule dei tribunali, che la legge uguale è per tutti: qui, mentre la vittima soffre, il cattivo prospera. E non s’invochi il garantismo che per una sentenza passata in giudicato rappresenta davvero l’estremo rifugio dei furfanti. Anzi, che cosa straordinaria sarebbe se la sinistra seria – da quella Pd, a Sel, a Rifondazione, alla lista Tsipras – uscisse, una volta per tutte, dal mutismo imbarazzato e incomprensibile di questi anni per avviare una raccolta di firme sotto questa semplice frase: Battisti comportati da uomo e torna in Italia se hai qualcosa da dire a tua discolpa”.jj