Chapecoense, aereo precipitato: pilota non voleva perdere la licenza. E la benzina…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 dicembre 2016 17:15 | Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2016 13:33
Chapecoense, aereo precipitato: piano di volo cambiato, ma carburante era finito

Chapecoense, aereo precipitato: piano di volo cambiato, ma carburante era finito

SAN PAOLO – Il piano di volo dell’aereo che portava i calciatore della squadra Chapecoense a Medellin, in Colombia, è stato cambiato all’ultimo, ma il velivolo aveva finito il carburante. Al momento dell’impatto i serbatoi dell’aereo erano vuoti e questo ha causato lo spegnimento dei motori e l’avaria elettrica che ha portato allo schianto. A dirlo è stato il capo della sicurezza aerea in Colombia, mentre il Ceo della compagnia LaMia ha dichiarato che il pilota ha cambiato il piano di volo, saltando un rifornimento a Bogotà. I media invece puntano il dito contro il pilota, che non avrebbe dichiarato di aver finito il carburante nel timore che gli venisse recovata la licenza di volo.

Freddy Bonilla, responsabile per la sicurezza aerea in Colombia, parlando del volo LaMia 2933 su cui viaggiavano 71 persone, tra cui giocatori, tecnici e dirigenti della squadra di calcio brasiliana della Chapecoense, e di cui solo in 6 sono sopravvissuti, ha detto:

“Possiamo affermare chiaramente che l’aereo era senza carburante al momento dell’impatto. Una delle ipotesi su cui lavoriamo è che il carburante sia finito e abbia fatto spegnere i motori, provocando una avaria”.

Secondo il Ceo della compagnia boliviana di charter, Gustavo Vargas, il comandante Miguel Quiroga, che era anche proprietario della LaMia, ha modificato il piano di volo stabilito, che prevedeva un rifornimento di carburante a Bogota’. La stampa colombiana avanza anche l’ipotesi che il pilota non abbia voluto dichiarare in tempo utile alla torre di controllo dell’aeroporto di Medellin di essere rimasto senza carburante nel timore della revoca della licenza di volo.  ”Ma si può rischiare la vita per la sospensione o il ritiro della licenza?”, si è chiesto il responsabile dell’aviazione civile colombiana, Alfredo Bocanegra. Alle scatole nere del volo ora l’arduo compito di raccontare la verità dell’aereo caduto il 28 dicembre.