Charleston. Anche dopo massacro in chiesa sventola bandiera confederata

Pubblicato il 20 Giugno 2015 11:31 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2015 11:31
La bandiera confederata

La bandiera confederata

USA, COLUMBUS – A Charleston continua a sventolare alta la bandiera confederata, anche dopo il massacro nella chiesa, e per legge non si tocca. Sembrano infatti almeno per ora destinate a finire nel nulla le polemiche, nonché la rabbia, per la decisione di non abbassare a mezz’asta a Columbia, capitale della Carolina del Sud, la bandiera sudista.

Dopo l’ordine del governatore Nikki Haley le due bandiere, quella federale e statale, sul Congresso dello stato sventolavano infatti a mezz’asta, ma non quella confederata, innalzata, proprio di fronte all’edificio, sulla cima del mausoleo del soldato confederato.

Davanti a quel simbolo, come scrive il Washington Post, il governatore non ha potere, perché per legge solo l’Assemblea Generale dello Stato ha competenza in materia. Ma nonostante la bandiera confederata sia considerata da molti un simbolo di odio e divisione, e per questo è stata avviata una petizione per rimuoverla da tutti gli edifici governativi del Paese, rispetto agli altri stati confederati la Carolina del Sud sembrerebbe quasi ancora orgogliosa di sfoggiare la sua eredità schiavista.

Nel 1860 lo stato fu del resto in prima fila per la secessione dall’Unione, per formare una ‘nuova’ nazione chiamata Stati Confederati. La bandiera confederata, inoltre, è stata tolta dalla sede del governo dello stato solo nel 2000, e scatenando non poche proteste. La bandiera confederata è vista dagli afroamericani – e non solo – come un simbolo della schiavitù e della supremazia dei bianchi dopo la guerra civile.

Per molti è invece un simbolo per onorare tutti coloro che lottarono e morirono nella guerra civile contro i ‘nordisti’. Cercando di smorzare le polemiche, un giornalista locale ha twittato che la bandiera è issata su un asta priva di un sistema a puleggia e quindi non può’ essere abbassata, bensì solo rimossa. Ma questo non ha placato l’indignazione di chi ha ancora negli occhi l’orrore del massacro provocato da un giovane che vantava la supremazia della razza bianca sfoggiando come simbolo del suo atto la bandiera confederata.