Chiede asilo politico per cambiamento clima: sarà espulso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Settembre 2015 9:27 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2015 9:27
Migrante chiede asilo per cambiamento clima: sarà rimpatriato

Ioane Tetiota con la moglie

WELLINGTON – Ha provato a giocare la carta del cambiamento climatico ma non gli sono bastati 4 anni di battaglie legali. Dovrà tornarsene nella sua isola che sta lentamente sprofondando.

Sarà espulso giovedì 24 settembre dalla Nuova Zelanda un uomo proveniente dal piccolo stato-arcipelago di Kiribati nel Pacifico, che per la prima volta al mondo ha presentato richiesta di asilo per cambiamento climatico, dichiarando di essere in fuga da rischi ambientali causati dall’innalzamento del livello delle acque marine e da altri effetti dell’innalzamento della temperatura atmosferica.

Dopo una battaglia legale che dura da quattro anni il Dipartimento Immigrazione ha confermato che Ioane Teitiota di 38 anni, che vive in Nuova Zelanda con la moglie dal 2007 e ha tre figli nati nel Paese, sarà rimpatriato a Kiribati, le cui isole coralline affiorano di pochi metri dal livello del mare. Anche la moglie e i figli dovranno lasciare il Paese, ma l’Immigrazione non ha confermato quando.

Lo scorso luglio la Corte Suprema aveva respinto l’argomento presentato dall’uomo, dichiarando che mentre Kiribati “indubbiamente affronta delle sfide il signor Teitiota, se ritorna, non è esposto a grave danno”. Pertanto la sua istanza non raggiunge i criteri legali, come paura di persecuzione o minaccia alla vita. E non vi è indicazione che il governo di Kiribati manchi di adottare misure per proteggere i cittadini dall’impatto del cambiamento climatico.

Nel tentativo di impedire l’espulsione della famiglia, un leader della comunità di Kiribati in Nuova Zelanda, il reverendo Josefa Suamalie, è accorso da Auckland nella capitale Wellington per presentare in parlamento una petizione perché sia permesso loro di rimanere nel Paese. Ma il primo ministro John Key ha respinto l’argomento dei mutamenti nel clima, già esaminato dai tribunali fino alla Corte Suprema. “Abbiamo regole da rispettare, altrimenti il sistema perde di validità. Non credo che questo sia un argomento credibile per una domanda di asilo”, ha detto a Radio New Zealand.