Chiesa Sarang Jeil a Seul: 300 positivi covid ai mega-raduni. La Corea processa il pastore presbiteriano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Agosto 2020 13:34 | Ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2020 13:36
Chiesa di Sarang Jeil a Seul: 300 positivi

Conefernza stama a Seul della Chiesa Sarang Jeil (Ansa)

Oltre 300 persone legate alla chiesa Sarang Jeil di Seul sono risultate positive al coronavirus. 

Le autorità in Corea del Sud hanno deciso di denunciare il pastore capo della Chiesa Sarang Jeil  Jun Kwang-hoon, per aver ignorato le misure anti-Covid-19 e organizzato comunque maxi-assembramenti.

Lo riferisce la Cnn.

Oltre 4.066 hanno frequentato la chiesa di recente secondo la polizia ma di queste 550 non hanno lasciato i propri contatti e 495 non hanno risposto al telefono.

Chiesa Sarang Jeil, 1027 test, 305 positivi

Delle persone che hanno frequentato di recente la chiesa protestante di Sarang Jeil, a Seul, 1.207 sono state sottoposte al test del coronavirus e 305 sono risultate positive.

Le altre aspettano di effettuare l’esame. In una conferenza stampa oggi, gli avvocati della chiesa e del reverendo hanno assicurato di aver sempre collaborato con le autorità.

E hanno annunciato che faranno causa al governo per diffamazione.

Il governo di Seul ha spiegato che a tutte le 7.560 chiese della capitale è stato vietato di tenere grandi assembramenti a causa della pandemia di Covid.

Ad eccezione delle messe settimanali durante le quali i fedeli devono mantenere il distanziamento sociale.

Il governo sudcoreano ha chiesto a tutti coloro che hanno partecipato al maxi raduno di mettersi in quarantena. Intanto il vice ministro della Sanità Gang-lip ha annunciato che sono stati identificate e isolate 3.400 persone.

Positivo al coronavirus anche il leader della chiesa Sarang Jeil.

Che è una comunità presbiteriana che conta 80mila membri.

Metà contagi a Seul, che ospita la metà dei 51 mln di abitanti del Paese

La Corea del Sud si trova in un “momento critico” nella battaglia contro il Covid-19, ha detto il primo ministro Chung Sye-kyun dopo la segnalazione di 166 nuovi casi, la cifra giornaliera più alta dall’inizio di marzo, per un totale di 15.039 e 305 morti.

Le autorità hanno individuato la maggior parte dei nuovi casi nella regione di Seoul, che ospita metà dei 51 milioni di abitanti del Paese.

Colpita in modo violento dal coronavirus nelle fasi iniziali della pandemia, la Corea del Sud è diventata un modello su come combatterla. (fonte Ansa)