Australia, le chiese cristiane boicottano le merci di Israele

Pubblicato il 3 agosto 2010 16:05 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2010 16:54

Il maggior raggruppamento ecumenico in Australia, il Consiglio nazionale delle chiese che include la chiesa cattolica oltre a chiese protestanti e ortodosse, ha approvato una risoluzione che esorta i fedeli a boicottare le merci israeliane prodotte nei territori palestinesi occupati. La mozione, proposta dalla Uniting Church (metodisti e presbiteriani) su richiesta delle chiese mediorientali, chiede di promuovere il boicottaggio ed esorta i cristiani ad includere la giustizia per i palestinesi nelle conversazioni.

Immediata la reazione della comunità ebraica in Australia. Il presidente del Consiglio esecutivo dell’ebraismo, Robert Goot, ha scritto al Consiglio nazionale delle chiese per chiedere un incontro e definisce “una sorpresa molto spiacevole” l’iniziativa. “Ci sentiamo traditi da persone che a lungo abbiamo considerato amiche”, scrive Goot, aggiungendo che la risoluzione “risveglia dolorosi ricordi di tempi passati in Europa, quando le chiese si facevano trascinare dall’onda di pregiudizi contro la gente ebraica”. A differenza della campagna internazionale di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni verso Israele, cui aderiscono anche dei sindacati australiani, la risoluzione delle chiese rimane in gran parte simbolica. Gli unici prodotti citati finora sono dei cosmetici ricavati dal fango del Mar Morto.